Giornale di Brescia
Mercoledì 29 giugno 2005

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 GARDA E VALSABBIA Pag. 21    

MANERBA Protesta di alcune associazioni e replica dell’Amministrazione
Polemica naturisti-Comune

 

Il litorale della rocca di Manerba

  


Luigi Del Pozzo


MANERBA


 

Non ci voleva certo la sfera di cristallo per prevedere reazioni all’ordinanza emessa dal Comune di Manerba del Garda che vieta il nudismo nella zona del Parco della Rocca e del Sasso e in tutto il territorio comunale «per ripristinare lo stato di legalità e contenere un fenomeno che altrimenti rischia di assumere proporzioni inaccettabili». 516,46 euro di ammenda ai contravventori, denuncia penale all’Autorità giudiziaria. «Con la stagione estiva tornano le discriminazioni nei confronti dei naturisti. A Manerba sul Garda - scrive in un comunicato la Federazione Naturista Italiana - il sindaco mette in un unico calderone naturismo e turismo sessuale. I naturisti chiedono che l’Italia provi ad entrare in Europa anche in tema di naturismo. In assenza di una legge che regolamenti la questione, i naturisti italiani e stranieri sono passibili in Italia di denunce per atti osceni o, quanto meno, di pesanti multe. Nei giorni scorsi il sindaco di Manerba ha messo in un unico calderone, nonostante le differenze siano sostanziali, naturisti e adepti del turismo sessuale, vietando il naturismo che da tempo si praticava alla Rocca». Simona Carletti, membro del Direttivo della Fenait, precisa al sindaco di Manerba, che tale ordinanza, per colpa di pochi dissennati, colpisce i tanti incolpevoli naturisti che frequentano la zona, anche stranieri, che si chiedono cosa abbiano a che fare con il fenomeno sessuale che giustamente si intende contrastare. «Il problema, più realisticamente, è che si è partiti da pochissimi episodi deprecabili per frenare una pratica sana che in Europa vede oltre 25 milioni di praticanti ed oltre 1400 strutture e spiagge a loro destinate». «Manerba invasa da italiani e stranieri nudi - scrive invece l’Unione Naturisti Italiani -, mentre il livello delle acque del lago, abbassandosi per la scarsità delle piogge, lascia scoperti sempre più spazi frequentati dai naturisti». Gli amministratori comunali rispondono che «di recente l’area è stata riconosciuta,come "Parco locale di interesse sovracomunale" e come tale si rende ancor più necessario garantirne la fruibilità da parte di ogni tipologia di turista. Il provvedimento del sindaco è quindi un atto dovuto, non certo una manifestazione di intolleranza nei confronti di quei naturisti che si sono ingiustamente sentiti "braccati" da un’ordinanza che non fa che applicare i vigenti articoli del codice penale. Al contrario, quegli stessi naturisti che ammettono di essere discriminati a causa di un turismo sessuale la cui esistenza, è da essi stessi riconosciuta, sono invitati per primi a collaborare con l’Amministrazione affinché chiunque possa riconoscere la differenza tra naturismo e ciò che va ben oltre».

 

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