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 Il litorale della rocca di Manerba
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Luigi Del Pozzo
MANERBA
Non ci voleva certo la sfera di cristallo per prevedere
reazioni all’ordinanza emessa dal Comune di Manerba del Garda
che vieta il nudismo nella zona del Parco della Rocca e del
Sasso e in tutto il territorio comunale «per ripristinare lo
stato di legalità e contenere un fenomeno che altrimenti
rischia di assumere proporzioni inaccettabili». 516,46 euro di
ammenda ai contravventori, denuncia penale all’Autorità
giudiziaria. «Con la stagione estiva tornano le
discriminazioni nei confronti dei naturisti. A Manerba sul
Garda - scrive in un comunicato la Federazione Naturista
Italiana - il sindaco mette in un unico calderone naturismo e
turismo sessuale. I naturisti chiedono che l’Italia provi ad
entrare in Europa anche in tema di naturismo. In assenza di
una legge che regolamenti la questione, i naturisti italiani e
stranieri sono passibili in Italia di denunce per atti osceni
o, quanto meno, di pesanti multe. Nei giorni scorsi il sindaco
di Manerba ha messo in un unico calderone, nonostante le
differenze siano sostanziali, naturisti e adepti del turismo
sessuale, vietando il naturismo che da tempo si praticava alla
Rocca». Simona Carletti, membro del Direttivo della Fenait,
precisa al sindaco di Manerba, che tale ordinanza, per colpa
di pochi dissennati, colpisce i tanti incolpevoli naturisti
che frequentano la zona, anche stranieri, che si chiedono cosa
abbiano a che fare con il fenomeno sessuale che giustamente si
intende contrastare. «Il problema, più realisticamente, è che
si è partiti da pochissimi episodi deprecabili per frenare una
pratica sana che in Europa vede oltre 25 milioni di praticanti
ed oltre 1400 strutture e spiagge a loro destinate». «Manerba
invasa da italiani e stranieri nudi - scrive invece l’Unione
Naturisti Italiani -, mentre il livello delle acque del lago,
abbassandosi per la scarsità delle piogge, lascia scoperti
sempre più spazi frequentati dai naturisti». Gli
amministratori comunali rispondono che «di recente l’area è
stata riconosciuta,come "Parco locale di interesse
sovracomunale" e come tale si rende ancor più necessario
garantirne la fruibilità da parte di ogni tipologia di
turista. Il provvedimento del sindaco è quindi un atto dovuto,
non certo una manifestazione di intolleranza nei confronti di
quei naturisti che si sono ingiustamente sentiti "braccati" da
un’ordinanza che non fa che applicare i vigenti articoli del
codice penale. Al contrario, quegli stessi naturisti che
ammettono di essere discriminati a causa di un turismo
sessuale la cui esistenza, è da essi stessi riconosciuta, sono
invitati per primi a collaborare con l’Amministrazione
affinché chiunque possa riconoscere la differenza tra
naturismo e ciò che va ben oltre».
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