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OSTIA
«Capocotta, ma questo non è naturismo»L’associazione protesta: «Non viene rispettata l’unica spiaggia dedicata ai nudisti»
NEL comune di Roma si verifica l'assurdo che, nell'unica spiaggia ufficialmente destinata alla pratica del naturismo in Italia, tutti frequentano quel tratto di arenile meno i naturisti. La Fenait (Federazione naturista italiana), in occasione della giornata mondiale del naturismo, che si svolgerà domenica prossima, ha reso noto che il naturismo ufficialmente riconosciuto non ha nulla a che vedere con quel tratto di spiaggia e che la giornata non verrà festeggiata nell'ambito del comune di Roma. In Italia, allo stato attuale, ci sono solo due spiagge riservate ai nudisti, quella di Capocotta a Roma e quella del Lido di Dante a Ravenna, esistono anche una decina di arenili e campeggi dove il naturismo è tollerato. La giornata mondiale del naturismo verrà celebrato in tutte queste spiagge, meno che a Capocotta, dove è in atto una vera e propria contestazione degli amanti della tintarella integrale. In particolare i naturisti italiani denunciano la frequentazione della spiaggia da parte di gente in costume e che quanti appaiono nudi tra le dune, non sono certo dei naturisti. «Il 5 giugno - recita una nota dell'Uni Lazio - sarà ricordato come una giornata di lutto per il naturismo romano. Anzi, domenica prossima organizzeremo tutti assieme una gita sino in Toscana, alla spiaggia di San Vincenzo dove festeggeremo la Giornata mondiale». Il naturismo in Italia è in una fase di netta espansione, ma servono più spiagge ed una fruizione che sia consona a quelli che sono i principi del movimento: nudità in comune e rispetto dell'ambiente. E su quest'ultimo punto insistono i naturisti romani che hanno intrapreso una battaglia in difesa di Capocotta da due anni, con alterne fortune. Gli abusi riscontrati nell'ampliamento dei chioschi e la frequentazione della spiaggia da parte di centinaia di persone in costume, fanno si che quel tratto di spiaggia non possa rappresentare un arenile con le caratteristiche per la pratica del nudismo nel rispetto di tutti. Nel 2002 i naturisti impegnati nel volantinaggio per spiegare, a quanti frequentavano la spiaggia, quali erano i giusti comportamenti da tenere, furono diffidati dal diffondere volantini che avessero potuto infastidire i bagnanti in costume. Da lì, il progressivo allontanamento del movimento del nudismo e la richiesta di una seconda spiaggia da dedicare al naturismo, stavolta però a quello vero.(Photopress-Faraglia)En. Bia.

sabato 4 giugno 2005
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