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| Nudismo, una moda che fa
arricchire gli Usa |
| In America è possibile
anche sposarsi senza vestiti. Per i naturisti crociere e
alberghi esclusivi |
| Negli Stati Uniti è un
affare che frutta circa quattrocento milioni di dollari
all’anno. Ma in Italia fatica ad essere
riconosciuto |
| ROMA — Sono soltanto sette le
strutture in Italia dedicate ai nudisti, eppure negli
Stati Uniti d’America il fenomeno fa registrare incassi
da capogiro. In Italia, la spiaggia di Capocotta, sul
litorale romano, è stata da poco dedicata ai naturisti,
agli amanti del mare senza veli. Ma nel mondo sono oltre
ottocento le strutture turistiche dedicate a quanto con
i vestiti addosso proprio non ci sanno stare e non
vedono l’ora che venga il periodo delle ferie per
spogliarsi e prendere la tintarella integrale,
sentendosi liberi e a proprio agio nel proprio corpo non
costretto in alcun vincolo di stoffa. Un paradosso che
il nostro Legislatore non abbia ancora provveduto a
disciplinare il fenomeno del nudismo. Non è proibito, ma
il confine con la fattispecie delittuosa degli atti
osceni in luogo pubblico è molto sottile. Una legge sul
nudismo latita tra Camera e Senato da anni e non sembra
riscontrare le attenzioni del mondo politico. Eppure,
dal punto di vista economico, rappresenterebbe un
business sicuro. Basta guardare agli Stati Uniti
d’America per rendersene conto. Negli States, il nudismo
frutta circa quattrocento milioni di dollari l’anno.
Addirittura, c’è chi organizza perfino matrimoni senza
veli, anche perché, come recitano alcuni siti Internet
«Starr&Stripes», «il nudismo non è contrario ai
valori cristiani». A Cambridge, nel Wisconsil, si
organizzano raduni d’auto d’epoca riservati a chi ama
non indossare vestiti. E a Palm Springs, c’è addirittura
un ponte dedicato a chi ama passeggiare nudi. Il motto
negli Stati Uniti sembra essere: «Tutto quello che
potete fare vestiti lo potete fare anche senza». I tour
operator fanno a gara per confezionare pacchetti
competitivi per tutte le tasche, così da soddisfare la
sempre crescente domanda di turismo senza veli. Nascono
un po’ in ogni parte d’America alberghi, residence e
villaggi con campi da tennis e piscine olimpioniche
esclusivamente dedicate ai naturisti. Un tempo erano gli
«hippies» degli anni Settanta ad interessarsi al
nudismo. Adesso il fenomeno non ha distinzioni di ceto.
Così, in America manager e operai prendono il sole nudi
gli uni accanto agli altri. Tutti uguali come mamma li
ha fatti. Oltretutto, il nudismo è anche un antistress:
non ci si deve chiedere la mattina cosa indossare, non
ci si deve ricordare il cellulare. Esistono persino
ristoranti e negozi dove si può entrare soltanto se si è
nudi. E le ultime trovate sono le crociere e le gite in
barca a vela senza vestiti. Il fenomeno ha attecchito
anche in Europa, soprattutto in Francia e in Gran
Bretagna. Da noi, invece, ancora si fa fatica. Sono solo
sette le strutture attrezzate per i nudisti a Ravenna,
Isola Capo Rizzuto, Nuoro, Bolzano, Torino, Savona, dove
si può accedere ai campeggi per naturisti. Poi ci sono
spiagge dove il nudo è tollerato. Ma è poca cosa. E il
business ce lo perdiamo, orientando migliaia di turisti
a scegliere località in altri Paesi, anche
orientali. |
domenica 3 luglio
2005 |
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