|
|
|
|
 |
 |
|
|
|
|
| Intoccabili i chioschi
abusivi di Capocotta |
| Lettera al presidente
del Municipio Bordoni con l’invito a chiudere gli occhi
sulle strutture fuorilegge |
| Il Campidoglio vuol far
annullare le ordinanze di demolizione. Ristoranti, bar e
tettoie senza licenza. La denuncia dell’Uni
Lazio |
| di ALESSADRA ZAVATTA IL
CAMPIDOGLIo vuole far "annullare" le ordinanze di
demolizione dei chioschi abusivi a Capocotta (nella
foto, Photopress Faraglia). Tremila metri cubi di
ristoranti, bar, pedane e tettoie aggiunte senza licenza
ai cinque gazebo autorizzati dallo stesso Comune di
Roma. Una vicenda insolita, denunciata ieri
dall'Uni-Lazio. «In una lettera inviata nei giorni
scorsi dal X°Dipartimento Ambiente al XIII Municipio -
scrive il portavoce dell'associazione Paolo Guerra -
viene ribadito che i tremila metri cubi di abusi edilizi
esistenti a Capocotta non debbono essere abbattuti.
Visto che il Campidoglio ha avviato l'iter per
l'acquisizione al patrimonio comunale degli interventi
di ampliamento senza titolo». L'amministrazione comunale
ha invitato il presidente del parlamentino di Ostia,
Davide Bordoni ad «annullare tutte le ordinanze di
demolizione emesse dagli Uffici Tecnici del Municipio».
«L'annullamento dei provvedimenti - sottolinea
l'Uni-Lazio - porterebbe alla decadenza di ogni azione
penale contro i gestori dei chioschi, in quanto verrebbe
a mancare l'ipotesi di reato. La sola persona ad essere
stata condannata per gli abusi edilizi rimarrebbe perciò
l'ex presidente della cooperativa Porto di Enea, la
quale ha sempre sostenuto di essere completamente
estranea alla realizzazione degli abusi edilizi ed alla
loro gestione a fini commerciali». Sull'insolita
procedura il X° Dipartimento ha chiesto il parere
dell'Avvocatura comunale. Nell'attesa i naturisti
rammentano al sindaco di Roma Walter Veltroni che
«Capocotta fa parte dell'area a tutela integrale della
Riserva statale del litorale romano» e che
«l'assessorato capitolino all'Ambiente non è mai
intervenuto sulla questione, nonostante i capitolati
d'appalto per la gestione dei chioschi prevedano la
risoluzione del contratto in caso di abusi edilizi». Il
bando di concorso originario prevedeva l'assegnazione di
gazebo per la vendita di bibite e panini grandi 64 metri
quadrati ciascuno. Ma dal 1999 ad oggi le superfici in
molti casi sono aumentate per via della costruzione di
nuove strutture. Realizzate, come hanno accertato i
vigili urbani, senza la prevista autorizzazione
edilizia. Di qui la notifica degli abusi commessi agli
uffici tecnici del XIII Municipio e la conseguente
emissione delle ordinanze di demolizione. Ordinanze che
adesso proprio il Municipio dovrebbe annullare, dopo
anni di lotte per cercare di ottenere dal Campidoglio i
fondi necessari ad eseguirle. Un mese fa il tribunale di
Ostia ha dichiarato «non condonabili» gli abusi commessi
nella spiaggia-oasi. |
sabato 11 giugno
2005 |
| |
 |
|
| |
|