Mercoledì 25 Maggio 2005 Chiudi chiudi finestra
CAPOCOTTA/ATTESI ANCHE ALTRI PROCESSI
Chioschi abusivi, prima condanna
Al titolare del “Porto di Enea” sette mesi di reclusione e 40 mila euro di ammenda

Prima condanna per gli abusi compiuti sulle spiagge. Dopo anni di rinvii e di cavilli, che finora hanno salvato dalle demolizioni e dai provvedimenti giudiziari gli autori di illeciti edilizi negli stabilimenti balneari, il Tribunale di Ostia ha emesso i suoi primi provvedimenti punitivi.
Sette mesi di reclusione e un’ammenda di 40 mila euro sono stati inflitti alla titolare del punto-ristoro “Il Porto di Enea”, al chilometro 9 della Litoranea, nella zona di Capocotta. Le responsabilità della titolare dell’altra unità di servizio in giudizio, la “Oasi naturista”, sono state derubricate. Per entrambe le strutture, però, è stato disposto il ripristino dello stato originario dei luoghi, ovvero l’abbattimento delle parti non autorizzate.
Se anche si tratta di tettoie, pedane, staccionate e strutture che servono per meglio rispondere alle norme igienico-sanitarie, i gestori degli impianti (che sono di proprietà comunale) non avranno altra scelta. O provvederanno in proprio oppure sarà l’amministrazione pubblica a doversi sostituire presentando poi il conto. «La giustizia ha fatto il suo corso e ne siamo lieti - commenta il presidente del tredicesimo Municipio, Davide Bordoni - ma dovrà occuparsene il Comune di Roma. Al Campidoglio abbiamo chiesto almeno 300 mila euro per provvedere alla lotta all’abusivismo edilizio, ma in bilancio non ci è stato concesso nulla».
La vicenda di Capocotta non sembra però che l’inizio. Il particolare rigore della magistratura ostiense dovrà occuparsi prossimamente delle denunce penali presentate dai vigili nei confronti dei gestori dei cinque chioschi della spiaggia libera di Castelporziano, tutti accusati di abusivismo edilizio.
G.Man.