XVI LEGISLATURA Nell’attuale
XVIa
legislatura (iniziata il 29.04.2008) vi sono due progetti di legge
sul naturismo presentati entrambi al Senato della Repubblica, l’uno vede come
primo firmatario il Senatore Piergiorgio Massidda (PdL) l’altro la Senatrice
Donatella Poretti (PD). Il Senatore
Massidda ha presentato il progetto di legge S.478 il 12 maggio 2008, lo stesso
in data 24 settembre 2008 è stato
assegnato alla 1a Commissione permanente (Affari Costituzionali), non è ancora
iniziato l’esame. La Senatrice
Donatella Poretti insieme al Senatore Marco Perduca (PD) hanno presentato il
progetto di legge S.1265 in data 5 dicembre 2008 e, nel mese di febbraio 2008,
si sono aggiunti come cofirmatari i senatori: Anna Maria Carloni (PD), Roberto
Della Seta (PD), Roberto di Giovan Paolo (PD), Vidmer Mercatali (PD) e Umberto
Veronesi. Lo stesso progetto di legge, che ripropone il testo già presentato
nella scorsa legislatura dall’Onorevole Franco Grillini, in data 12 marzo 2009
è stato assegnato alla 1a Commissione
permanente (Affari Costituzionali), non è ancora iniziato l’esame. ---------------------------------------------------------------------------- Roma, 9 dicembre 2008 - Donatella Poretti e Marco Perduca, radicali eletti nelle liste
del
PD,
hanno presentato oggi in Senato un disegno di legge per
la
depenalizzazione della pratica del
naturismo Il
disegno di legge ripropone il testo già presentato nella
scorsa
legislatura dall'Onorevole Franco Grillini modificando
peraltro
l'articolo 2 ove è prevista una più drastica soluzione di
abrogazione
dell'art. 726 del codice penale e non la sua sospensione, come
proposto
in passato, nelle aree dedicate o frequentate dai naturisti. Tale
articolo 726 punisce – come è detto nella relazione che illustra
il
disegno di legge – con sanzioni amministrative pecuniarie chiunque,
in
luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti
contrari
alla pubblica decenza. Una definizione questa – sottolinea
la
Senatrice Poretti - così vaga che risulta opportuno abrogare vista
la
sussistenza del reato di atti osceni molto più gravi e puniti
dall'art.
527 del codice penale e che certo non riguardano la pratica
del
naturismo. Nel
disegno di legge – prosegue la Senatrice Poretti - è previsto che
le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano debbano definire
i
criteri secondo cui i comuni possono individuare le aree pubbliche
o
private da destinare alla pratica del naturismo, anche su richiesta
di
organizzazioni, associazioni, società o soggetti privati interessati
a
progettare e gestire le relative strutture. Ove i comuni non
provvedano
ad individuare tali aree i proprietari o i gestori delle
aree
turistico-ricettive potranno chiedere alle amministrazioni
comunali
competenti l'autorizzazione ad adibire tali aree alla pratica
del
naturismo. Le
aree destinate – conclude la Senatrice Poretti - dovranno
essere
segnalate e provviste di una adeguata identificazione che le
distingua
dagli spazi frequentati da cittadini che non praticano il naturismo. L'UNI
Lazio, nel ringraziare i presentatori del disegno di legge,
rammenta
come ogni anno in Italia siano stati numerosissimi i
naturisti
incappati nella violazione dell'art. 726 per aver preso il sole nudi
in
spiagge isolate e frequentate da naturisti da oltre trent'anni. Il
Presidente dell'UNI Lazio, Prof. Carlo Consiglio, sottolinea come
sia
oramai urgente l'approvazione da parte del Parlamento di una legge
che
regolamenti la pratica del naturismo. In argomento rammenta come
gli
oltre 500.000 naturisti italiani siano costretti ogni anno a
recarsi
presso le migliaia di spiagge e strutture esistenti in tutto il
mondo.
L'incertezza legislativa sull'argomento ha anche comportato
notevoli
perdite economiche, perché gli oltre 20 milioni di naturisti europei
si
sono sempre ben guardati dallo scegliere il nostro Paese come
meta
vacanziera. Qui il testo del disegno di legge: http://blog.donatellaporetti.it/?p=385 XV LEGISLATURA (dal 28 aprile 2006) Oltre al progetto di legge dell'On. Franco Grillini 'Depenalizzazione della pratica del naturismo e disciplina delle strutture turistico-ricreative riservate ai naturisti' (C.276),
presentato subito all'avvio di questa XV Legislatura alla Camera dei
Deputati, il 26 settembre 2006 è stato presentato, per iniziativa dell'On. Angelo Bonelli il progetto di legge 'Norme per il riconoscimento e la regolamentazione della pratica del naturismo' (C.1703). Sono,inoltre, stati già presentati altri due progetti di legge sul
naturismo al Senato della Repubblica.Il Senatore Verde Gianpaolo Silvetri ha presentato al Senato un progetto di legge (S.479) uguale identico a quello di Grillini. Un altro progetto di legge è stato presentato, sempre al Senato, “Norme per il riconoscimento del diritto alla pratica del naturismo” (S.450) da Piergiorgio Massidda ed è identico a quello già da lui presentato alla Camera nella scorsa Legislatura. Nelle precedenti legislature - Durante la XIII legislatura i due progetti di legge sull’argomento presentati rispettivamente dall’On. Sauro Turroni (Verdi), C.529, e dall’On. Piergiorgio Massidda (Forza Italia), C.6490, confluirono in un testo unificato dalla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dopo aver anche ascoltato in audizione una rappresentanza della FENAIT. Era il mese di gennaio del 2001 ed i lavori sul testo unificato non poterono proseguire per il termine della legislatura. XV LEGISLATURA (dal 28 aprile 2006) PROGETTO DI LEGGE, ATTO CAMERA N. 276, PRESENTATO PER INIZIATIVA PARLAMENTARE
DELL’ON. FRANCO GRILLINI (ULIVO), IN DATA 28 APRILE 2006. SONO COFIRMATARI DEL PROGETTO GLI ONOREVOLI: BONELLI, CENTO, CHICCHI, CIALENTE, CRISCI, DE BRASI, DE SIMONE, DE ZULENTA, DEIANA, GIANNI FARINA, FASCIANI, FIANO, FUMAGALLI, GENTILI, GUADAGNO detto VLADIMIR LUXURIA, MASCIA, MIGLIOLI, MIGLIORE, MOTTA, NICCHI, POLLASTRINI, SASSO, ZANELLA ZANOTTI, ZUNINO. Depenalizzazione della pratica del naturismo e disciplina delle strutture turistico-ricreative riservate ai naturisti. Relazione Onorevoli colleghi, Questa che dovrebbe essere una semplice constatazione di buon senso nell’Italia del XXI secolo, che è acquisizione addirittura banale da decenni non solo nei paesi dell’Europa settentrionale ma in buona parte dei paesi della costa settentrionale del Mediterraneo (concorrenti dell’Italia nel mercato del turismo), non sembra però essere stata ancora digerita da settori della Pubblica Amministrazione e degli organi di polizia, e anche da qualche giudice di merito, come ogni anno puntualmente registrato dalle cronache estive, sicché appare opportuna una messa a punto legislativa della materia. Sembra infatti del tutto estraneo alla comune sensibilità ormai ampiamente condivisa nel nostro paese ostinarsi a considerare illecito, e addirittura penalmente rilevante, l’innocuo comportamento di chi preferisca prendere il sole o bagnarsi in mare nudo anziché dotato di costume da bagno (magari oltremodo succinto e in genere ben più sessualmente 'provocante' della nudità integrale), in quelle zone delle nostre coste, sempre piuttosto remote appartate e riconoscibili, che nel corso degli anni sono diventate meta abituale e consolidata di nudisti e naturisti; e appare invece addirittura scellerato che, per perseguire una tale innocente abitudine e molestare capricciosamente dei bagnanti, vengano sottratte preziose energie e risorse, per definizione sempre scarse, alle forze dell’ordine e al sistema giudiziario, energie e risorse che ovviamente dovrebbero invece essere impiegate in modo ben altrimenti utile alla collettività (dalla sicurezza stradale alla repressione della criminalità terroristica o mafiosa, dalla sicurezza urbana alla lotta alla corruzione, ecc.). È di poche settimane fa la notizia che, in località spiaggia dell'Arenauta presso Gaeta, si sono addirittura trovati il tempo e i mezzi per organizzare una sorta di operazione di repressione su larga scala, con il ripetuto impiego per vari giorni di personale di polizia in costume da bagno anziché in uniforme! Questi pittoreschi episodi di cronaca non solo rendono il nostro paese oggetto di salaci e meritati commenti canzonatori da parte della stampa estera, ma non possono che danneggiare inutilmente la nostra industria turistica, limitandone la gamma dell’offerta senza recare vantaggio a nessuno, se non alla vanità o ai furori ideologici fuori tempo di qualche funzionario. Porre fine a queste bizzarrie e restituire serenità ai pacifici bagnanti naturisti è il primo obiettivo di questa proposta di legge. Sotto questo aspetto va anche rilevato il carattere limitato e neppure molto innovatore della proposta, che si limita a registrare una situazione esistente, garantendo la dovuta tranquillità alle meritate vacanze di molti nostri concittadini: non si propone neppure infatti, che, come avviene con naturalezza e senza scandalo da decenni in molte città del Nord Europa, il naturismo possa essere praticato nei parchi pubblici dei centri urbani, ma solo nelle spiagge o aree già ora solitamente frequentate da nudisti e naturisti. D’altra parte va anche sottolineato che è parso opportuno ai proponenti salvaguardare tale situazione di fatto già oggi esistente, anziché imporre che la pratica del naturismo debba essere espressamente autorizzata situazione per situazione, ed esercitata solo attraverso una serie di previ e necessari passaggi burocratici, come accadrebbe se la pratica del naturismo venisse consentita esclusivamente nell’ambito di strutture turistiche organizzate e a ciò espressamente dedicate, come quelle previste dagli articoli 3 e seguenti della presente proposta: non solo molti naturisti considerano come il fulcro della loro pratica ricreativa proprio il contatto diretto e il meno possibile mediato e organizzato con la natura, ma il nostro punto di partenza è che, in ogni caso, l’innocua pratica del naturismo in spiagge libere utilizzate a questo scopo non può essere comunque ritenuta di alcuna rilevanza penale e, entro tali ambiti e limiti, non deve essere in nessun modo e in nessun caso considerata contraria alla legge. E del resto sarebbe di nuovo inutilmente vessatorio interferire nella pacifica convivenza fra naturisti e non naturisti da anni consolidatasi in molte spiagge libere del paese per riservare il cento per cento di tali spiagge ai soli bagnanti 'tessili' e imporre ai naturisti l’obbligo di frequentare soltanto stabilimenti balneari, organizzati e verosimilmente per lo più a pagamento, e che certo non potrebbero essere disponibili, soprattutto inizialmente, che in un numero limitato di località. Vi è, d’altra parte, anche un importante risvolto economico della questione, di cui sarebbe a nostro avviso inutilmente autolesionistico rinunciare a giovarsi. È di tale realtà economica che si occupano gli articoli dal 3 al 6 della nostra proposta. Accanto al problema della depenalizzazione e del miglior uso delle risorse pubbliche fin qui sprecate nel vano e inutile tentativo di reprimere un fenomeno ormai entrato da decenni nel costume di una consistente minoranza di italiani, vi è infatti anche quello di rendere competitiva l’offerta turistica dell’Italia anche sul terreno delle strutture ricettive riservate ai naturisti. Sono da decenni molto numerosi infatti i turisti provenienti dai paesi dell’Europa centrale e settentrionale, soprattutto tedeschi e scandinavi, che preferiscono passare le loro vacanze in paesi e località in cui possono essere certi di non venire molestati dagli organi di polizia per ragioni collegate alla pratica del naturismo. Non va neppure sottovalutato il fatto che la pratica del naturismo è anche notevolmente radicata in paesi dell’Europa centrorientale i cui cittadini da poco hanno iniziato a potersi permettere vacanze all’estero e che costituiscono un segmento promettente della domanda turistica internazionale: tale segmento è certamente destinato a crescere in quantità e qualità con il prevedibile sviluppo economico che i paesi dell’area conosceranno nei prossimi anni per effetto del loro ingresso nell’economia di mercato e della loro integrazione nell’Europa comunitaria. Far diventare l’Italia una consueta meta di vacanze anche per questi nostri nuovi concittadini europei è necessario in un’ottica che guardi non solo alla situazione presente, ma anche allo sviluppo futuro del settore: se per ora la domanda di tali paesi è prevalentemente rivolta a un turismo di carattere piuttosto economico, è certo che, con il passar degli anni, le cose sono destinate a cambiare, e un’offerta fin d’ora amichevole da parte del nostro paese è la necessaria premessa per conquistare un mercato destinato a diventare in un breve volgere di anni altrettanto ricco quanto quello dell’Europa centrosettentrionale. Molti dei turisti stranieri che praticano il naturismo ricercano espressamente la possibilità di passare le loro vacanze in strutture appositamente organizzate e regolamentate, ed esclusivamente riservate ai naturisti: non solo strutture dedicate al turismo di massa, ma anche a quello di qualità (un terreno, quest’ultimo, particolarmente promettente per l’Italia, perché è carente in questo campo l’offerta dei paesi mediterranei nostri concorrenti). Tale richiesta di strutture dedicate è particolarmente forte da parte quell’ampia fetta del turismo naturista che riguarda le famiglie con bambini. L’attuale situazione di incertezza legislativa non consente alcun investimento in questo settore, con la conseguenza di limitare inutilmente la varietà della nostra offerta turistica: e ciò proprio in un momento di grandi difficoltà competitive per l’intero settore. In conclusione, non si chiede con questa proposta un giudizio di merito sulla desiderabilità, morale o estetica, della pratica del naturismo: si chiede soltanto di non sovrapporre un arbitrario giudizio moralistico alle altrui individuali e autonome scelte di vita e di costume e di non rinunciare ai benefici economici derivanti dall’accoglimento di una domanda di servizi turistici cui attualmente l’Italia non è in grado di rispondere per un mero problema di incertezza normativa. Articolo 1. La presente legge disciplina la pratica del naturismo e la realizzazione di aree ad essa destinate. Si definisce naturismo l’insieme delle pratiche di vita all’aria aperta che, nel rispetto degli altri, della natura e dell’ambiente circostante, utilizzano il nudismo come forma di ricreazione e di sviluppo della salute fisica e mentale attraverso il contatto diretto con la natura. Articolo 2. Non costituisce comportamento contrario alla legge e non costituisce 'atto contrario alla pubblica decenza' ai sensi dell’articolo 726 del codice penale la nudità integrale in una spiaggia o area riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata. Articolo 3. Fatto salvo quanto disposto dall’articolo precedente, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano definiscono i criteri secondo cui i comuni possono individuare, attraverso gli ordinari strumenti urbanistici, le aree pubbliche o private da destinare alla pratica del naturismo, anche su richiesta di organizzazioni, associazioni, società o altri soggetti privati interessati a progettare e gestire le relative strutture. Nel caso in cui il comune non abbia provveduto ad individuare aree da destinare alla pratica del naturismo, i proprietari o i gestori di aree destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive possono chiedere all’amministrazione comunale competente l’autorizzazione ad adibire tali aree alla pratica del naturismo. L’amministrazione deve inviare risposta scritta e motivata entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta. La mancata risposta è da intendersi come silenzio-assenso. Articolo 4. Ai fini della realizzazione di strutture destinate alla pratica del naturismo in aree demaniali, la gestione delle aree può essere concessa a privati o ad associazioni o organizzazioni. Tutte le aree destinate alla pratica del naturismo sono soggette alle norme di tutela e salvaguardia ambientale previste per le aree protette. Articolo 5. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano definiscono i criteri in base a i quali i comuni disciplinano l’obbligo dei proprietari o dei gestori di delimitare e segnalare le aree di cui agli artt. 3 e seguenti della presente legge destinate alla pratica del naturismo. La delimitazione di tali aree deve essere segnalata ed assicurare un’adeguata identificazione che le distingua da spazi pubblici o privati frequentati da cittadini che non praticano il naturismo. Gli accessi devono essere segnalati tramite l’affissione di cartelli, o altri analoghi strumenti, recanti l’indicazione che si tratta di aree destinate alla pratica del naturismo. Articolo 6. Per quanto non diversamente disposto dalla presente legge, alle aree destinate alla pratica del naturismo e ai loro proprietari o gestori si applicano le disposizioni che disciplinano il settore turistico. PROPOSTA DI LEGGE n. 1703 PROGETTO DI LEGGE, ATTO SENATO N.479, PRESENTATO PER INIZIATIVA PARLAMENTARE DEL SENATORE GIANPAOLO SILVESTRI (U-VERDI-COM), IN DATA 22 MAGGIO 2006 Testo del Progetto di legge S.479 è uguale identico a quello presentato alla Camera da Franco Grillini e sopra integralmente riportato. PROGETTO DI LEGGE, ATTO SENATO N.450, PRESENTATO PER INIZIATIVA PARLAMENTARE DEL SENATORE PIERGIORGIO MASSIDDA (DC-ind-MA), IN DATA 19 MAGGIO 2006 SENATO DELLA REPUBBLICA Il comma 4 prevede l’applicazione della normativa vigente sulle concessioni, per le aree costiere ed interne, di proprietà del demanio dello Stato. 25 ottobre 2005 - La FENAIT (Federazione Naturista Italiana) ha inviato oggi una lettera aperta al Presidente della Commissione Affari Sociali della camera
dei Deputati per sollecitare la discussione della proposta di legge 'Grillini', sottoscritta anche da decine di altri parlamentari, che prevede la regolamentazione della pratica naturista in Italia. I naturisti chiedono un incontro con l'On. Palumbo anche al fine di consegnare firme di cittadini che sollecitano anche loro tempi brevi per l'iter parlamentare. Il testo della lettera aperta nella home page di questo sito 19 ottobre 2005 - L’ON. FRANCO GRILLINI ED ALTRI 15 PARLAMENTARI HANNO PRESENTATO OGGI UNA INTERROGAZIONE AL MINISTRO DEGLI INTERNI GIUSEPPE PISANU PER FAR CESSARE LE DENUNCE NEI CONFRONTI DEI NATURISTI. LA FENAIT (FEDERAZIONE NATURISTA ITALIANA) PLAUDE ALL’INIZIATIVA E SOLLECITA L’APPROVAZIONE DI UNA LEGGE CHE FINALMENTE REGOLAMENTI IL NATURISMO IN ITALIA. La Federazione Naturista Italiana (FENAIT) plaude all’iniziativa dell’On. Franco GRILLINI e di altri 15 parlamentari che hanno presentato oggi una Interrogazione al Ministro degli Interni, Giuseppe PISANU, per conoscere per quali motivi le forze dell’ordine organizzino delle vere e proprie azioni repressive nei confronti dei naturisti quando, questo comportamento, per i giudici non ha alcuna rilevanza penale, come stabilito da due sentenze della Corte di Cassazione e da numerosi casi che hanno portato all’archiviazione delle denunce. L’ultimo caso – rammenta Simona CARLETTI del Direttivo della FENAIT – è stato, in questi giorni, quello di due diversi giudici di pace di La Spezia che hanno archiviato la pratica di alcuni naturisti denunciati per aver preso il sole nudi in quanto il nudismo, purché non ostentato, appare lecito anche per il cambiamento che ha avuto negli ultimi anni il comune senso del pudore. L’Interrogazione – prosegue CARLETTI – chiede anche al Ministro PISANU se condivide o meno che il Parlamento debba prendere finalmente atto della necessità di una legge che regolamenti il naturismo ed escluda dall’art. 726 cp la punibilità della nudità naturista. La FENAIT – conclude CARLETTI – si dice estremamente soddisfatta dell’iniziativa dell’On. GRILLINI, tenuto anche conto che i naturisti italiani in attesa di una regolamentazione del naturismo sono circa 500.000 e ben oltre i 20 milioni quelli europei che per tale assenza di regole precise evitano di frequentare il nostro Paese per le loro vacanze. 9 0ttobre 2005 - IL NUDISMO, PURCHE’ NON OSTENTATO, NON E’ REATO. COSI’ SENTENZIANO DUE GIUDICI DI PACE DI LA SPEZIA. BENE, MA PER LA FEDERAZIONE NATURISTA ITALIANA LE NUMEROSE DENUNCE DI OGNI ESTATE NEI CONFRONTI DI NATURISTI ITALIANI E STRANIERI IMPONGONO LA RAPIDA APPROVAZIONE DI UNA LEGGE NAZIONALE SUL NATURISMO CHE DIA CERTEZZE. Appresa la notizia che due giudici di pace di La Spezia hanno accolto la richiesta di archiviazione presentata dal Pm Raffaella Concas in materia di nudismo, la Federazione Naturista Italiana (FENAIT) ha espresso tutta la propria soddisfazione anche sulle motivazioni che hanno accompagnato la sentenza. I giudici, come il Pm, hanno infatti ritenuto, come in effetti è, che il comune senso del pudore abbia subito negli ultimi anni una dilatazione che di fatto si risolve nell’ammissibilità del nudismo purché non ostentato. Le sentenze – dichiara Simona Carletti, del Direttivo della FENAIT – riguardano due naturisti denunciati la scorsa estate in località Punta Bianca. Altri due naturisti, per i quali è stata anche chiesta un’istanza di archiviazione, attendono anche loro quanto prima la sentenza del giudice di pace di La Spezia. La FENAIT sull’argomento rammenta come siano numerosi ogni estate i naturisti italiani o stranieri denunciati o multati (516 euro) in varie località della penisola con l’accusa di atti contrari alla pubblica decenza. Nel caso di procedimento penale, gli stessi naturisti anche se assolti debbono sostenere ingenti spese per la difesa. Per ovviare a questa situazione di indeterminatezza, la FENAIT torna a sollecitare l’approvazione della proposta di legge Grillini, giacente in Parlamento. Solo l’approvazione di questa legge – conclude Carletti – potrà porre fine ad interpretazioni diverse della pratica naturista e portare finalmente ad un comportamento univoco su tutto il territorio. 3 agosto 2005/Oggi, finalmente, I DS, accogliendo le richieste della Fenait, HANNO CHIESTO L'ISCRIZIONE, ALL'ORDINE DEL GIORNO DEI LAVORI DELLA XII° COMMISSIONE AFFARI SOCIALI, DELLA PROPOSTA DI LEGGE 5194 'Depenalizzazione della paratica del naturismo e disciplina delle strutture turistico-ricettive', presentata nel luglio 2004 dall'onorevole FRANCO GRILLINI e sottoscritta da oltre 40 parlamentari di vari partiti. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 9 maggio 2005/Da circa un mese è partita a livello nazionale, per iniziativa della FENAIT, una PETIZIONE con cui i cittadini che la sottoscrivono, naturisti e non, chiedono alla Camera dei Deputati ed al Senato di esaminare al più presto i disegni di legge sulla regolamentazione del naturismo presentati a volte da anni e si esprimano sugli stessi per assicurare finalmente un elementare diritto sinora negato nel nostro paese. Come primo atto, nella PETIZIONE, si chiede di mettere subito all’ordine del giorno i disegni di legge sul naturismo presso la 12° Commissione (AFFARI SOCIALI) della Camera. @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ LEGGI ESTERE
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