NATURISMO E LA DIFESA AMBIENTALE
'Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente.




DIFESA AMBIENTALE DI CAPOCOTTA
LA QUESTIONE ‘CAPOCOTTA’ GIUNGE AL MINISTERO DELL'AMBIENTE

(Roma, 28 settembre 2007) -  Interessata nei giorni scorsi dall’UNI Lazio, la Commissione di controllo della Riserva Naturale Statale ‘Litorale Romano’, organo del Ministero dell’Ambiente, ha deciso di scrivere al Comune di Roma ed al Corpo Forestale dello Stato in merito ai motivi del degrado ambientale di quella che è riconosciuta come una delle più belle aree dunali italiane, protetta anche dalla Comunità Europea e dallo Stato come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS).
L’area di Capocotta, è rappresentata da poco meno di 3 km di meravigliosi arenili e da una fascia continua di duna costiera. L’area stessa, posta all’estremo confine sud del Comune di Roma, confina anche con l’ampia
Tenuta Presidenziale interrotta soltanto dalla via litoranea che collega Ostia con Torvaianica.
L’area dunale, nella quale è vietato ogni accesso, vede invece numerosi aperture abusive sulla rete di recinzione, nonché il passaggio e la sosta di persone per tutto il periodo dell’anno, maggiormente, è ovvio nel periodo estivo. Ciò ha causato e causa una progressiva distruzione della vegetazione dunale e la nascita di veri e propri tratturi. Inoltre, sulla
spiaggia, protetta come le dune, i chioschi comunali sono stati notevolmente ampliati, ma mai sequestrati o demoliti nonostante numerose ordinanze degli Uffici Tecnici e, a volte, anche dell’Autorità Giudiziaria.
Ci risulta incredibile - afferma il Presidente dell’UNI Lazio, Prof. Carlo Consiglio – il fatto che le prime ordinanze di demolizione degli ampliamenti abusivi dei chioschi risalgano addirittura al lontano 1999 senza che nulla sia poi accaduto. E’ altrettanto incredibile che ciò avvenga in un Comune retto da un Sindaco, Walter Veltroni, che si è sempre distinto nella lotta agli abusi edilizi e che ora si candida a Segretario del futuro Partito Democratico (PD).
E’ da ricordare – conclude l’UNI Lazio – che due anni fa la stessa Avvocatura comunale aveva rammentato al Campidoglio sulla ‘questione Capocotta’ come “dovrebbe apparire superflua la considerazione per la quale gli abusi edilizi, specie quelli realizzati sul suolo demaniale, debbono essere perseguiti con rigore e senza tentennamenti”. Con queste premesse, non abbiamo dubbi: il Sindaco di Roma ed il Corpo Forestale dello Stato, cui compete per legge la vigilanza sulla Riserva Naturale Statale del Litorale, non potranno che intervenire tempestivamente per la tutela di un luogo che rappresenta (o dovrebbe rappresentare) il fiore all’occhiello della naturalità della capitale.














Comunicato stampa del 12 aprile 2007


L’UNI LAZIO CONSEGNA AL COMUNE DI ROMA ED AL MUNICIPIO DI OSTIA UNA TORTA E SPUMANTE  DOC PER “FESTEGGIARE” L’OTTAVO COMPLEANNO DELLA PRIMA DELLE TANTE ORDINANZE DI DEMOLIZIONE, MAI ESEGUITE, RELATIVE AGLI ENORMI AMPLIAMENTI ABUSIVI DEI CHIOSCHI DI CAPOCOTTA.


Questa mattina dirigenti dell’UNI Lazio hanno consegnato all’Assessore all’Ambiente capitolino Dario Esposito ed al Presidente del XIII Municipio di Ostia Paolo Orneli una torta con 8 candeline (un’ottima pastiera napoletana) accompagnata da spumante doc.
Motivo dell’iniziativa – rende noto l’UNI Lazio – è l’ottavo compleanno della prima delle tante ordinanze di demolizione, mai eseguite, riguardanti i notevoli ampliamenti abusivi realizzati nei chioschi comunali esistenti nei circa tre chilometri degli arenili di Capocotta emessa il 12 aprile 1999.
Tale area, di notevole valore naturalistico, ricade in una Zona di Protezione Speciale ed in un Sito di Importanza Comunitaria istituiti in ottemperanza delle direttive CEE 79/409 e 92/43 relative alla conservazione degli uccelli selvatici, degli habitat naturali e seminaturali nonché della flora e della fauna selvatiche. Le straordinarie dune di Capocotta, inoltre, ricadono nell’area di maggior pregio (riserva integrale) della Riserva Naturale Statale “Litorale Romano”.
Nel lontano 1999 il Consiglio comunale aveva deliberato di realizzare a Capocotta cinque unità di servizio (ciascuna di circa 64 mq coperti). Ogni unità di servizio sarebbe dovuta essere composta da 4 locali di poco più di 16 mq l’uno adibiti rispettivamente a bar, ristoro/ristorazione, servizi igienici e magazzino. In tre di queste unità di servizio era anche previsto un ulteriore locale destinato ad infermeria.
Al momento, i piccoli chioschi a suo tempo approvati – rammenta il Presidente dell’UNI Lazio, Prof. Carlo Consiglio – sono stati tutti ampliati abusivamente, in alcuni casi anche di 4 volte, creando nuovi spazi destinati soprattutto a ristoranti.
Dopo il 1999, data della prima ordinanza di demolizione, anche tutti i chioschi sono stati raggiunti da determinazioni dirigenziali di demolizione opere abusive che prevedevano l’ingiunzione, entro 30 giorni dalla notifica, della demolizione delle opere abusive esistenti e di ogni altra eventuale opera nel frattempo eseguita, nonché al ripristino del precedente stato dei luoghi.
Gli Uffici Tecnici di Ostia, sempre in tali ordinanze di demolizione, avvisavano i responsabili degli abusi edilizi che ove le demolizioni non fossero da loro state eseguite entro tali termini avrebbero provveduto all’esecuzione d’ufficio dei vari provvedimenti ed al ripristino del precedente stato dei luoghi a spese dei responsabili dell’abuso. Cosa questa mai avvenuta.
Dal 1999 ad oggi – continua l’UNI Lazio – sono stati numerosi gli interventi che tendevano alla soluzione del problema, da quello del Prefetto a quello del Presidente della Repubblica Ciampi, da quello del Difensore Civico a quelli del Tribunale di Ostia e del Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente. Tutto ciò senza che nessuno, né gli Uffici Demolizione di Ostia né quelli di Roma provvedessero agli abbattimenti delle opere abusive e ciò per una generalizzata sottovalutazione del problema da parte dei politici.
Tenuto conto della priorità che dovrebbero avere le demolizioni nelle aree protette e degli otto anni trascorsi – conclude l’UNI Lazio – riteniamo che il Comune di Roma ed il Municipio di Ostia non possano che “festeggiare” questo vergognoso primato con la nostra torta e con dell’ottimo spumante, decidendo subito dopo di dare il via alle demolizioni in questione.