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Notizie locali

Capocotta, riaprono i chioschi: saranno autorizzati fino al 30 settembre

 Il via libera è arrivato dopo che le strutture hanno abbattuto gli abusi. L'obiettivo è di garantire sicurezza e decoro ai tre chilometri di spiagge tra Ostia e Torvajanica

Tornano i servizi sulle spiagge libere di Capocotta, il tratto di arenile tra Ostia e Pomezia. Il via libera è arrivato dagli uffici del X Municipio che ha già autorizzato quattro ex gestori dei chioschi che, in queste settimane, avevano provveduto all'autodemolizione delle strutture abusive.

I chioschi, che sono autorizzati ad essere aperti fino al 30 settembre, dovranno garantire i servizi alla balneazione: bagnini, servizi igienici, pulizia dell'arenile‎, noleggio lettini e bar. Per la riapertura del quinto chiosco manca solo un certificato di collaudo statico. ‎Tre chioschi sono già attivi da tre giorni.

Si tratta del Mediterranea, Mecs e Dar Zagaia. A breve apriranno anche Settimo Cielo e Porto di Enea. Discorso diverso per l'Oasi Naturista, la struttura realizzata sulla storica spiaggia riservata ai nudisti: niente dissequestro, ma l'arenile resterà dedicato agli amanti del naturismo.

Da ostia.romatoday.it – 25 giugno 2016

Capocotta, riaprono i chioschi. Torna il racket dei parcheggiatori

Il via libera è arrivato dopo che le strutture (chiuse dallo scorso febbraio) sono state ridimensionate. Autorizzazioni in scadenza il 30 settembre con l’obiettivo di garantire sicurezza e decoro ai tre chilometri di spiagge tra Ostia e Torvajanica

di Valeria Costantini

 

Riapre Capocotta. Più precisamente i noti chioschi, sorti sulle spiagge libere più amate dai romani, potranno tornare operativi. Il via libera è arrivato in queste ore dagli uffici del X Municipio, sciolto per mafia e oggi gestito dalla commissione prefettizia coordinata da Domenico Vulpiani. La determina di autorizzazione è provvisoria e durerà fino al 30 settembre: l’obiettivo è quello di garantire sicurezza e decoro ai tre chilometri di arenile tra Ostia e Torvajanica.

Lettini e salvataggio

I titolari possono così riaprire le strutture balneari sulla via Litoranea, sequestrate lo scorso febbraio per abusi edilizi in area protetta. Ma per il momento possono solo provvedere al noleggio lettini e, soprattutto, al servizio di salvataggio. Si attende infatti il dissequestro definitivo da parte del sostituto procuratore che indaga sul caso-Capocotta, Francesco Dall’Olio: dopo il provvedimento – richiesto proprio venerdì scorso - i chioschi potranno anche riprendere l’attività di somministrazione vivande. I permessi valgono per ora solo per «Mec’s», «Dar Zagaia», «Mediterranea», «Porto di Enea» e «Settimo Cielo», ovvero i chioschi che, attendendosi alle prescrizioni della procura, avevano avviato le auto-demolizioni dei manufatti ritenuti abusivi.

Restano i nudisti

Discorso diverso per l’«Oasi Naturista», la struttura realizzata sulla storica spiaggia riservata ai nudisti: niente dissequestro, ma l’arenile resterà dedicato agli amanti della tintarella integrale. Secondo il fascicolo in mano a prefetti e magistrati, l’Oasi - che ha fatto opposizione ai sigilli e proseguito l’attività - sarebbe priva di «riconoscimenti giuridici validi, autorizzata solo da una delibera mai tramutata in determina o convenzione vera e propria». Negli ultimi giorni il Municipio ha provveduto a controllare gli auto-abbattimenti effettuati e ha già operato i collaudi statici: i chioschi sono stati riportati alle cubature previste dalla convenzione stipulata con il Comune quindici anni fa, da ampliamenti anche di 200 metri quadrati a mini-strutture di 65.

Verso il bando

Le autorizzazioni della commissione straordinaria di Ostia sono scattate anche a seguito di numerose segnalazioni in merito ai fenomeni di criminalità in atto a Capocotta: prostituzione e spaccio di droga dilaganti, a cui era urgente porre un freno. Inoltre, era altrettanto importante assicurare la presenza dei bagnini sulle spiagge libere della zona, salvaguardando la sua fruizione da parte delle migliaia di visitatori. I procedimenti giudiziari proseguiranno a prescindere dai dissequestri e dall’utilizzo delle strutture che poi, in autunno, saranno oggetto di un bando pubblico di gara. Intanto, cancelli aperti e servizi a disposizione dei bagnanti.

Da roma.corriere.it - 12 giugno 2016

Oasi naturista di Capocotta, il blitz dei vigili finisce in rissa

 Dopo i sigilli, la procura ha disposto il dissequestro del chiosco al fine della demolizione. Ma il gestore, accusato di abusi in area protetta, non lo ha abbattuto e anzi si è scagliato contro gli agenti: denunciato per oltraggio e minacce a pubblico ufficiale

di Valeria Costantini

Un blitz dei vigili a Capocotta che finisce con insulti e minacce. La polizia locale del X Gruppo Mare si era recata domenica mattina all’Oasi naturista, la spiaggia libera sulla via Litoranea, riservata da vent’anni alla pratica del nudismo. Un controllo al noto chiosco che sorge sull’arenile, dopo alcune segnalazioni di cittadini in merito all’operatività della struttura. Due mesi fa infatti il pm Francesco Dall’Olio aveva ordinato il sequestro del chiosco, così come degli altri manufatti di Capocotta: si contestano ai titolari abusi edilizi in area protetta. Lo stesso pm, secondo quanto riportato dai vigili, aveva disposto il dissequestro ai fini della demolizione. Così non è stato secondo i controlli.

Insulti e minacce

All’arrivo dei vigili, sul posto per controllare se l’attività fosse aperta o meno, la tensione è salita. Uno dei titolari ha iniziato a insultare gli agenti intenti ad accertare la posizione dei presenti e la somministrazione di vivande: «Siete il cancro de ‘sto Paese», «A fenomeno, me fate un baffo», «Vergognatevi, fate schifo, il pupazzetto dello Stato, prega dio che non t’incontro per strada», alcune delle frasi rivolte ai vigili. I titolari si riferivano al dissequestro del chiosco ottenuto dai giudici che però, secondo i vigili, era finalizzato all’abbattimento degli abusi.

Gli abusi e le demolizioni

Gli altri quattro chioschi di Capocotta, dopo il sequestro avvenuto lo scorso febbraio, hanno già effettuato in autonomia le demolizioni: la struttura dell’Oasi ancora non si era mossa. Le operazioni di ripristino della legalità sulla spiaggia libera a ridosso di Ostia sono coordinate dai prefetti che guidano il X municipio sciolto per mafia. Il gestore, identificato, è stato denunciato per oltraggio e minacce a pubblico ufficiale. Gli accertamenti dei vigili - coordinati da Antonio Di Maggio - sull’attività del chiosco, somministrazione inclusa, sono ancora in corso.

Da roma.corriere.it - 24 maggio 2016

Ostia, abusi edilizi e canoni non versati: via la concessione ad altri 9 stabilimenti balneari

Capocotta, nelle strutture già sanzionate in corso le demolizioni. Dopo Mec’s, Dar Zagaia e Mediterranea, anche per Settimo Cielo e Porto di Enea i gestori stanno ultimando gli auto-abbattimenti, riportando i lidi alla cubatura originaria

di Valeria Costantini

Nuove revoche delle concessioni per gli stabilimenti di Ostia e demolizioni al via per i 5 chioschi di Capocotta. Il panorama del mare della Capitale si sta trasformando in maniera radicale. Prosegue incessante infatti il lavoro della commissione prefettizia che guida il X Municipio sciolto per mafia: dopo mesi trascorsi a spulciare le carte dei venti chilometri di costa romana, il tempo dei provvedimenti è giunto. Un iter complesso quello innescato dagli uffici tecnici, reso più arduo dalla carenza di organico: niente rinforzi dal Campidoglio, a Ostia si lavora fino a notte fonda, isolati e – soprattutto – controcorrente, per tentare di riportare ordine sulle spiagge. In un mare di fascicoli ignorati per decenni.

Dopo le prime decadenze delle concessioni scattate per 7 stabilimenti, altri 9 sono già nel mirino: gli avvisi saranno consegnati ai vigili urbani per le notifiche già nei prossimi giorni. Sono al vaglio intanto le controdeduzioni, presentate «a difesa» dalle strutture balneari già raggiunte dalle revoche: Bagni Vittoria, Med Net, Capanno, Pinetina/Nuova Pineta, Kelly’s, Marechiaro e Salus. Abusi edilizi, mancato rispetto delle regole della concessione, canoni non versati, sono i reati ravvisati dal municipio: la procedura amministrativo-giuridica non sarà breve, quindi nel frattempo gli stabilimenti potranno operare e garantire l’apertura ai bagnanti.

Più a rischio caos e disagi la situazione a Capocotta. Qui l’inchiesta del procuratore Francesco Dall’Olio sulle spiagge libere dell’area protetta contesta ai chioschi ampliamenti abusivi: dopo i sequestri – concordati con i prefetti – ora i titolari hanno avuto il via libera per le demolizioni. Dopo Mec’s, Dar Zagaia e Mediterranea, anche per Settimo Cielo e Porto di Enea è scattato il dissequestro: i gestori stanno ultimando in questi giorni gli auto-abbattimenti, riportando le strutture alla cubatura originaria, quella prevista dalla convenzione stipulata con il Comune ormai quindici anni fa. Da ristoranti estesi per anche 300 metri quadrati a chioschi grandi circa 60 metri. Il costo delle demolizioni (tra le 15 e le 40mila euro per i gestori) non è l’unica conseguenza del nuovo scenario a Capocotta: circa 150 i dipendenti dei cinque chioschi lasciati a casa, oltre ai danni per l’indotto dei fornitori.

Anche le ripercussioni sulla stagione sono prevedibili. In attesa del bando che affiderà le strutture a nuovi titolari, le spiagge libere più frequentate non avranno i soliti servizi. Nemmeno i bagnini che – almeno temporaneamente - dovevano essere sostituiti, come indicato dall’ordinanza balneare, dai cartelli che avvertivano i bagnanti della mancanza del salvataggio: non ce ne è ancora traccia e solo il meteo avverso sta tenendo lontane le folle da Capocotta. La preoccupazione è rivolta però anche alla tutela della zona di pregio ambientale: nessuno sorveglia le dune protette, che rischiano l’assalto. Ricostruire la legalità è una battaglia scomoda: facile comprendere perché nessuno aveva mai messo mano al «ginepraio-Ostia».

Da roma.corriere.it – 17 maggio 2016

Capocotta, arriva l’esercito per demolire abusi sulle spiagge libere

Mano dura dei commissari del Municipio di Ostia per l’avvio della stagione balneare. L’intervento del Genio militare comporta costi minori e senza attese di bandi, spiegano dagli uffici, grazie all’accordo di programma voluto dal prefetto Tronca

di Valeria Costantini

Le demolizioni degli abusi con l’Esercito, i controlli sugli evasori dei canoni demaniali e, infine, la decadenza delle concessioni. È questo il cronoprogramma del «file-spiagge» seguito dalla commissione prefettizia del X Municipio.

Un fascicolo enorme in cui - parola dell’ex capo della Digos Domenico Vulpiani, prefetto di Ostia – nessuno ha mai messo mano per 60 anni. Le dune di Capocotta saranno il primo obiettivo. A riportare i chioschi alla cubatura originaria (circa 60 metri quadrati), sarà anche il Genio Militare. Dal commissario Francesco Paolo Tronca è già arrivata la disponibilità a inviare soldati sul lido.

Le sei strutture erano state sequestrate a febbraio dai vigili urbani: abusi edilizi e autorizzazioni mancanti per costruzioni - questo è emerso dai controlli - ampliate a dismisura. Già entro aprile dovrebbe scattare la prima operazione con le ruspe ai noti ritrovi estivi, meta di vip e amanti del nudismo: «Da Zagaja», «Porto di Enea», «Oasi Naturista», «Mecs», «Mediterranea» e «Settimo Cielo» erano sorti ormai 15 anni fa grazie alla convenzione decennale, poi prorogata dal Campidoglio.

Un fascicolo enorme in cui - parola dell’ex capo della Digos Domenico Vulpiani, prefetto di Ostia – nessuno ha mai messo mano per 60 anni. Le dune di Capocotta saranno il primo obiettivo. A riportare i chioschi alla cubatura originaria (circa 60 metri quadrati), sarà anche il Genio Militare. Dal commissario Francesco Paolo Tronca è già arrivata la disponibilità a inviare soldati sul lido.

Le sei strutture erano state sequestrate a febbraio dai vigili urbani: abusi edilizi e autorizzazioni mancanti per costruzioni - questo è emerso dai controlli - ampliate a dismisura. Già entro aprile dovrebbe scattare la prima operazione con le ruspe ai noti ritrovi estivi, meta di vip e amanti del nudismo: «Da Zagaja», «Porto di Enea», «Oasi Naturista», «Mecs», «Mediterranea» e «Settimo Cielo» erano sorti ormai 15 anni fa grazie alla convenzione decennale, poi prorogata dal Campidoglio.

Ripristinate le misure originali, via ai nuovi bandi anche per servizio bagnini e pulizia. «Legalità ma cercando di limitare i disagi ai cittadini», l’input dei prefetti. Nelle vicine spiagge di Castelporziano, dove i chioschi erano già stati ridotti nel 2015 con il «ruspa-day» di Ignazio Marino e Alfonso Sabella, la gara è appena partita. Le determinazioni dirigenziali per le demolizioni, dagli uffici di Cinzia Esposito (direttrice del X Municipio), sono già firmate e riguarderanno anche i primi tre stabilimenti a cui sono stati contestati abusi. Via rimesse per «Med» e «Faber Beach», più consistenti le parti in cemento da abbattere a «La Casetta» , struttura con concessione già scaduta. Ed è proprio il faldone sugli stabilimenti a essere più complesso. Quaranta su 71 già controllati, otto i sequestri pr abusi contestati, con notifiche di reato.

Da mesi i tecnici analizzano i faldoni delle concessioni: c’è il caos dentro. Competenze regionali, comunali, municipali che si incrociano, Agenzia del Demanio e, ultimo tassello, quella delle Entrate. Secondo i primi riscontri, una parte (la «maggioranza» trapela) non sarebbe in regola con il pagamento dei canoni demaniali. Almeno di quelli relativi al 2015. Abusi ed evasione sono già motivi sufficienti a far decadere la concessione.

Le procedure di revoca non saranno brevi: prima un paio di avvisi, probabili ricorsi e, in caso, la firma del direttore del Municipio. Infine, l’ultimo passaggio annunciato dai prefetti: la richiesta di aumentare i canoni esistenti - bassi al momento - che oscillano tra seimila e 100mila euro l’anno.

Da roma.corriere.it – 25 marzo 2016