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Notizie dal mondo

Lombardia, 50 anni di naturismo: "La legge ora c'è, ma dateci davvero le nostre spiagge"

Sul Garda, a Castelnovate sul Ticino, a Porto d'Adda, vicino al Ponte della Becca nel Pavese. L'appello dell'Anita, la storica associazione nata negli anni Sessanta, ai Comuni per creare aree attrezzate: "Mettete da parte il pregiudizio, occasione straordinaria per il turismo"

Ben segnalate e delimitate da cartelli, "perché non si vuole infastidire o turbare nessuno". Ma dove poter prendere il sole e fare il bagno, nel Ticino o nel lago di Como, completamente nudi. Senza la paura di essere cacciati in malo modo o multati. L'appello arriva da Anita, la storica associazione naturista italiana nata negli anni Sessanta che in vista della bella stagione - e in occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua nascita celebrato a Milano -  si rivolge ai Comuni lombardi: "La legge regionale ora c'è. Dateci spiagge autorizzate e mettete da parte i pregiudizi, come avviene nel resto d'Europa: così si aiuta anche il turismo straniero".

Lo scorso autunno il Pirellone ha approvato una nuova legge sul turismo che contiene un'ottima notizia per tutti coloro che vorrebbero vivere la natura senza veli e ne fanno una filosofia di vita. Per la prima volta il naturismo in Lombardia viene cioè riconosciuto, "purché praticato in aree, spazi e infrastrutture appositamente destinati, delimitati e segnalati con cartelli o con altri efficaci mezzi di segnalazione". Peccato che di queste aree al momento non ce ne sia nemmeno una.

In Italia i naturisti sono quasi un milione, di cui solo 5mila raggruppati all'interno di associazioni. "Chiariamo subito una cosa: la nudità non ha nulla a che vedere con il sesso o con gli scambisti, anzi - precisa Marco Cattaneo, presidente di Anita - l'aspetto esteriore smette di avere importanza, nessuno fa attenzione a come sei. E la perfezione fisica perde di significato". Si cerca una sensazione di libertà assoluta, di benessere. "Solo chi non ha mai provato a fare un bagno nudo non riesce a capire".

Ogni estate i naturisti prenotano un treno o un volo per andare alla ricerca di oasi disposte ad accoglierli: in Austria sono 50. In Germania circa 200, come in Francia e Croazia. In Spagna si arriva a 230. In Italia le spiagge ufficiali che hanno avuto il via libera comunale si contano sulle dita di una mano: c'è per esempio quella di San Vincenzo in Toscana, oppure Marina di Camerota in Campania o Torino di Sangro in Abruzzo. E poi ci sono tutti quei fiumi, campeggi e aree verdi dove il naturismo è tollerato senza però alcun via libera scritto: si fa, ma non si dice. Diversi sono in Lombardia, come le spiagge sul fiume vicino al Ponte della Becca, in provincia di Pavia, e poi Porto d'Adda, Castelnovate sul Ticino e alcune località balneari del Garda.

"Sarebbe bello che proprio questi posti, già abitualmente frequentati dai naturisti diventassero luoghi ufficiali per il naturismo, con tutti gli accorgimenti e le segnalazioni per non dare fastidio a nessuno", spiega Carlo Monguzzi, consigliere comunale a Palazzo Marino. Durante il convegno organizzato nel centralissimo Cam di Corso Garibaldi per l'anniversario di Anita - un viaggio lungo cinquant'anni raccontato attraverso foto storiche, ricordi di raduni in spiaggia, assemblee e denunce - c'era anche la sua testimonianza. 

Nel 1974, mentre era in vacanza in Toscana, era stato svegliato da quattro carabinieri mentre dormiva senza vestiti né costume su una spiaggia deserta insieme a un gruppo di amici. "Avevo vent'anni, venivo dalla cultura dei figli dei fiori. Siamo stati denunciati per oltraggio al pubblico pudore e il pretore decise di andare davvero fra la gente del posto per capire se quel gesto avesse creato problemi".

Gli abitanti del posto risposero di no, che il corpo nudo di quei ragazzi non aveva dato alcuno fastidio. E i ragazzi furono assolti. "Oggi quella spiaggia è normalmente frequentata da naturisti. E io quando posso continuo a prendere il sole nudo. Purché la cosa non disturbi gli altri".

Da milano.repubblica.it - 6 marzo 2016

La Danimarca dice no al nudismo, censurata mostra fotografica

La Danimarca, come tutto il nord Europa da sempre all’avanguardia per l’apertura mentale, ci ha per una volta dimostrato il contrario. Siamo stati sempre abituati a prendere come modello i paesi baltici per qualità della vita, educazione sociale della popolazione e non da ultimo per l’apertura mentale, ma i fatti occorsi lo scorso Dicembre ci mostrano un lato diverso e più conservatore del paese danese. Il fatto è straordinariamente fuori contesto, se si tiene conto che in Danimarca il permesso di nudismo è diffuso in quasi tutta la Nazione.

Durante l’allestimento in piazza Nytorv a Copenaghen di una mostra fotografica della famosa fotografa Mathilde Grafström, l’artista si è vista bloccare l’esposizione dalla polizia danese.

L’esposizione che aveva come tema la promozione dell’immagine della nudità femminile al fine di combattere l’autopercezione negativa del proprio corpo è stata bloccata per l’offensività delle sue immagini. L’artista si è dichiarata scioccata dall’accaduto e offesa per questa vicenda.

Immediatamente si è aperto un dibattito su internet e sui social network, (con gli internauti che fin da subito si sono schierati dalla parte della famosa fotografa), sulla sottile linea che divide l’arte dall’oscenità. Cosa differenzia un nudo artistico dalla mera pornografia?

L’esposizione dell’artista altro non era che un’esaltazione della bellezza femminile, mostrando sì scene di nudo, ma perfettamente connesse in uno scenario bucolico, completamente immerse nella natura, quasi a voler riportare l’Uomo in uno scenario primordiale nel quale la nudità non era un problema o un qualcosa da nascondere, ma una normalità.

Sicuramente l’intento della Grafström era più che nobile: sensibilizzare il mondo femminile all’apprezzamento del proprio corpo, in un epoca in cui i canoni di bellezza imposti dall’industria della moda sono sempre più difficili da raggiungere per le persone comuni e malattie come la anoressia e la bulimia prendono sempre più piede soprattutto tra i giovanissimi; questa iniziativa era sicuramente un ottimo punto da cui partire.

La Grafström si è poi lamentata di come, a differenza del suo lavoro, non sia stata considerata offensiva una pubblicità nudista di una famosa clinica di chirurgia estetica danese (la Nygart).

La “gaffe” delle autorità danesi, rapportata al periodo storico nel quale ci troviamo, assume dimensioni ancora più grandi visto che la nudità maschile o femminile, come la libera espressione della sessualità e altri grandi tabù del passato stanno venendo sempre più considerati normali. Soprattutto da un paese come la Danimarca che è sempre stato all’avanguardia della civiltà ci si aspetta sicuramente di più.

Carlo Alberto Ribaudo

Da secolo-trentino.com - 1 Gennaio 2016

Sardegna, terra proibita ai naturisti: poche spiagge dedicate a loro

Per gli amanti della tintarella integrale è ancora tabu’: solo angoli selvaggi. Ecco dove

Per poter prendere la tintarella integrale è necessario trovare spiagge e calette isolate, lontane da occhi indiscreti. Eppure, Naturismo e Sardegna dovrebbero rappresentare una combinazione vincente, per la ricerca della completa armonia con la natura, nella regione che ha le più belle spiagge d’Italia e non solo. In Sardegna oltretutto si trovano i posti migliori e suggestivi per rilassarsi liberamente, senza veli, in riva al mare. Tuttavia, i naturisti in genere questo lo fanno a loro rischio e pericolo, perché la violazione dell'articolo 726 del codice penale prevede sanzioni a chi non osserva la norma che “protegge” il pubblico pudore nei luoghi pubblici, tra cui le spiagge che sono un bene demaniale accessibile a tutti. Quindi, secondo la legge italiana, stare nudi in spiaggia è scandalo in quanto lede il comune senso del pudore. Come se il corpo umano fosse la perversa creazione di un mostro pornografo e non opera del Padre Eterno o frutto dell'evoluzione della specie. I naturisti, infatti, sostengono che star nudi non dovrebbe essere reato. Secondo loro, il naturismo è qualcosa di più dello star nudi: una scelta di vita segnata da un particolare rapporto tra la mente, il corpo e l'ambiente circostante. «Da anni chiediamo una legge che faccia chiarezza e consenta la creazione di aree dove poter stare tranquilli», dice Ely Sanna, 39enne, di Oristano, naturista dall’età di 18 anni, che aggiunge:«In genere vado a Scivu (Marina di Arbus) dove si può fare naturismo, ma solo perché la spiaggia lo permette. Ma non la legge. Perché si rischia di essere sanzionati dalle forze dell'ordine per violazione della norma sulla pubblica decenza. Secondo me, il corpo umano non dovrebbe essere considerato una fonte di pudore. Pertanto il naturista dovrebbe essere rispettato e non perseguitato come accade ora in Italia. Pertanto, sarebbe opportuno creare delle adeguate oasi naturiste, opportunamente segnalate e riservate, per poter praticare liberamente questo stile di vita che, tra l’altro, rientra nella nostra Costituzione e nella Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. La cosa potrebbe essere fattibile, ma la solita la burocrazia e, forse, la mentalità poco aperta degli amministratori di turno ne impediscono la realizzazione».

Tra l’altro, sono pochi coloro che sanno cosa effettivamente sia il naturismo e ritengono che la pratica naturista sia semplicemente il fatto di mettersi nudi a fini esibizionisti collegati al sesso. In realtà il Naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente. Oltretutto, il naturismo è perfettamente in linea coi dettami della religione Cattolica. Anche Gesù fu battezzato nudo e per oltre mille anni tutti i cristiani furono battezzati nudi per immersione.

In Sardegna una delle poche oasi naturista si trova nel campeggio "Le Peonie", a pochi chilometri da Dorgali. Se invece si vuole prendere la tintarella integrale, in modo “furtivo” è necessario trovare spiagge o calette isolate, lontane da occhi indiscreti. La spiaggia di Piscinas (lungo l'arenile della Costa Verde, Marina di Arbus) è senz'altro una delle mete più frequentate dai naturisti. Ma altre spiagge sono segnalate per la pratica del nudismo: le insenature di Cala Fichera e Calamosca a Cagliari, Mari Pintau (Geremeas) e le dune di Porto Pino (Sant'Anna Arresi) e alcuni tratti isolati di rocce e calette a Sant'Antioco e Villasimius. Nell’Ogliastra, invece, c’è il Lido di Orrì, vicino a Tortolì, una delle spiagge nudiste più frequentate dai turisti stranieri, dove trovano un ambiente appartato e un panorama mozzafiato. Più in alto, sempre nella costa orientale, si trova un’altra meta presa d’assalto dai nudisti: la spiaggia di "Su Barone" vicino a Orosei, deserta in parecchi periodi estivi. Mentre, a nord dell'Isola i siti web segnalano la spiaggia di Porto Ferro, ad Alghero, altra meta di naturisti, ma solo nei periodi di bassa stagione, dove la tranquillità e l'isolamento si possono trovare solo a giugno ed a settembre. Sempre in provincia di Sassari la spiaggia di Pazzona, in comune di Stintino, offre anch'essa tranquillità e discrezione.

Da castedduonline.it - 9 Dicembre 2015

Il campo da golf naturista

Il campo da golf naturista. Si chiama “La Jenny”, fa parte di un intero complesso turistico ed è stato inaugurato nel 1993, completamente rinnovato nel 2009. Siamo ad Aquitania, precisamente a Le Porge, nella Francia meridionale, direttamente sull’oceano.

Questa zona è rinomata come oasi ambientale dove si vive in armonia e in totale rispetto dell’ambiente, e per dare ai propri ospiti l’occasione di provare l’esperienza di un riavvicinamento alla natura più vivo ed emozionante, tutti i luoghi del complesso residenziale, spiaggia sull’oceano compresa, sono riservati a chi desidera un soggiorno di relax e per stare in un particolare contatto con la natura, anche quella del proprio corpo, ovvero ai nudisti. Il campo da golf del complesso è composto da sei buche (4 buche da par 3 e 2 buche da par 4), con ostacoli d’acqua, zone alberate, bunker e tutto ciò che si trova in un campo qualunque, compreso un insegnante professionista disponibile a dare lezioni private o di gruppo.

Tutto ciò però ha una particolarità: anche il campo da golf rientra nel complesso ed è nudista, di conseguenza i giocatori che desiderano intraprendere una partita possono farlo completamente svestiti, e quindi rilassarsi nel modo più completo possibile. Certo, forse la concentrazione può essere messa a dura prova, in qualche momento, ma per chi desidera un’esperienza golfista davvero fuori dagli schemi (anche fuori da quelli dell’etichetta, che prevede un abbigliamento consono al gioco, sul campo. Sì, prima di tutto, prevede l’utilizzo dell’abbigliamento) questo luogo è un ottimo candidato per effettuare la scelta e dimenticarsi di tutto, ma proprio tutto!

Da dotgolf.it - 27 Novembre 2015

Regione, via libera ai nudisti: sono 200mila in Lombardia

La Regione vota sì agli emendamenti sul naturismo. Sono tanti i lombardi che lo praticano

MILANO — Sarebbero 200mila i lombardi che praticano il nudismo. Per loro la Regione ha messo a punto emendamenti ad hoc che consentiranno di seguire la passione per il naturismo anche sul territorio lombardo.

A presentare gli emendamenti in consiglio regionale sono stati i consiglieri Marco Tizzoni (Lista Maroni) e Claudio Pedrazzini (Forza Italia).

Gli emendamenti sono stati approvati. Il naturismo verrà dunque disciplinato in Lombardia, con aree da individuare e delimitare appositamente, in particolare nell’area di Milano.

“La pratica del naturismo in Italia non è regolamentata – dichiarano i consiglieri Tizzoni e Pedrazzini -. La maggior parte di coloro che intendono svolgere l’attività si recano all’estero, in quanto nel nostro Paese sono solo poco più di 40 le strutture dove si può praticarlo, mentre in Francia o in Germania sono più di 200″.

“Regioni come Veneto e Abruzzo hanno già colmato questo vuoto legislativo e la Regione Lombardia non poteva rimanerne estranea. Siamo convinti che la pratica della cultura naturista debba essere disciplinata e regolamentata e la Lombardia con l’emendamento presentato dimostra la sua sensibilità verso uno stile di vita praticato da più di 200.000 lombardi”.

Da bergamosera.com - 16 Settembre 2015