Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti, per fornire servizi in linea con tue preferenze. Continuando la navigazione si accettano e si autorizzano i cookies necessari.

Italian English French German Portuguese Russian Spanish
Eventi

almanacco

 

Non ci sono eventi per i prossimi giorni
Non ci sono eventi da visualizzare
Latest News

almanacco

Calendario

almanacco

Dicembre 2017
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
Meteo Lazio

meteo

Meteo Lazio

Social

almanacco

InfoNaturista

almanacco

E' uscito il numero 70 di

InfoNaturista!!

Per richiederlo vai su: http://www.infonaturista.org

1 2 3 4 5

Scarica >>>QUI la nuova App Android per essere sempre aggiornati sulle novità dell'associazione

26 items tagged "notizie locali"

  • «Capocotta, struttura abusiva», chiude la spiaggia dei nudisti istituita 16 anni fa da Rutelli

    «Capocotta, struttura abusiva», chiude la spiaggia dei nudisti istituita 16 anni fa da Rutelli

     di Giulio Mancini

    Per sedici anni ha costituito un primato nazionale del quale Roma può andare fiera: la prima spiaggia per naturisti riconosciuta dalle istituzioni. A distanza di tutto questo tempo, il Municipio di Ostia si accorge che la struttura, inaugurata dall’allora sindaco Rutelli, è abusiva. E che va demolita.
    Succede a Capocotta, km 9,500 della via Litoranea Ostia-Anzio. Qui, dopo decenni di tolleranza, il 22 luglio 1999 il Comune di Roma autorizzava con una specifica delibera consiliare approvata all’unanimità la nascita della prima spiaggia naturalista ufficiale della Penisola. A una manciata di chilometri da Roma e aperta anche ai cosiddetti “tessili” ovvero a coloro che amano prendere il sole in costume da bagno.
    Con quella delibera il Campidiglio autorizzava anche «la realizzazione di strutture atte all’esercizio della pratica naturalistica». E, infatti, l’anno dopo, all’inizio dell’estate 2000, il sindaco Francesco Rutelli e il suo assessore all’Ambiente Loredana De Petris, inaugurano il chiosco-bar, con annessi servizi igienici, spogliatoi e docce gratuite.

    IL MUNICIPIO
    Il X Municipio ha scoperto che l’Oasi naturista è abusiva e con una specifica determina dirigenziale ne ha ordinato la immediata demolizione.
    Il provvedimento fa seguito alla richiesta di riconsegna delle chiavi ingiunta dal Municipio ai gestori degli altri cinque chioschi di Capocotta, nell’ordine Zagaja, Mediterranea, Settimo cielo, Porto di Enea e Mecs Village. Le concessioni del 2000 sono scadute e agli assegnatari degli stabilimenti è addebitato anche il pagamento di arretrati nei canoni di locazione del servizio. Che sia imminente un intervento di sgombero delle strutture è testimoniato dal fatto che ieri mattina i vigili urbani hanno posizionato nell’intero tratto di spiaggia libera cartelli in quattro lingue con su scritto: «attenzione, balneazione non sicura per mancanza del servizio di salvataggio».
    Ovviamente la posa delle tabelle ha fatto il giro dei social facendo esplodere l’ilarità, considerato che ogni cento metri a Capocotta c’è una postazione di salvataggio. «Solo nel nostro impianto ci sono cinque assistenti in servizio continuativo - sottolinea Claudio Presutti del Mediterranea - E’ evidente che la posa di quei cartelli lascia supporre uno sgombero imminente delle strutture, ma non comprendiamo questo sia possibile visto che il Campidoglio o il Municipio non hanno lanciato nessuna gara di evidenza pubblica per l’affidamento della gestione».

    I CONTROLLI
    Ieri le forze dell’ordine hanno diffuso il bilancio di controlli in due chioschi delle spiagge libere di Ostia Ponente nei quali, a diverso titolo, sono contestate sanzioni per «ampliamento della superficie commerciale dedita alla somministrazione, mancata emissione scontrini fiscali, prodotti alimentari non conformi, non conformità requisiti luoghi di lavoro» con «denuncia in stato di libertà per il legale rappresentante».

    «Ci multano perché abbiamo messo sedie e tavolini a disposizione di chi porta cibi e bevande da casa oppure perché, in mancanza di pareti libere, gli estintori invece di essere appesi erano a terra» contesta Damiano Telesca de “Le Tamerici”. «La Finanza e la Capitaneria di Porto non hanno riscontrato anomalie e nessun commercio abusivo su area demaniale - aggiunge Gabriele Pasquarelli del ”Blanco” - Mancavano gli armadietti del personale perché nel chiosco comunale di 16 metri quadrati non c’è spazio».

      Protesta tra le dune: «Io continuerò a venire»  

     

    LE REAZIONI

    Qualche curioso spunta dalla battigia, anche solo per buttare l'occhio e scoprire se davvero la spiaggia nudista di Capocotta è come la descrivono. Quella terra selvaggia di libertà e voglia di trasgredire le regole. «Li ricono­sciamo a vista- ha raccontato Domenico, 49 anni e almeno venti passati qui - chi non prati­ca il naturismo ha gli occhi di chi giudica con facilità».

    Un fazzoletto di sabbia tra Ostia e Castelporziano che oggi il Campidoglio vorrebbe cancella­re. Gli anni '70 del festival dei Po­eti e della lotta ai tabù sessuali sono lontani, così come appaio­no distanti i film che tra queste dune hanno avuto la loro am­bientazione: da Ecce Bombo di Nanni Moretti alle pellicole, me­tà trash metà cult, dei fratelli Citti. Un manipolo di uomini e don­ne ancora resiste e sceglie la tin­tarella integrale come filosofia di vita. Un modo per stare a stretto contatto con la natura. Duecentocinquanta metri linea­ri di arenile che potrebbero spa­rire a breve.

    L'ASSOCIAZIONE

    La notizia arriva come una doc­cia fredda tra gli appassionati del turismo naturista più gelida di quelle gratuite vicino al chio­sco bar. «E' l'ennesimo tentativo di boicottaggio nei nostri con­fronti- non usa mezzi termini Lorenza Spadini, presidente dell'associazione naturalista oa­si di Capocotta- siamo affeziona­ti a questo posto e ci sentiamo come a casa. Siamo contro que­sta scelta e abbiamo già avviato una raccolta firme». «Capocotta è stata la prima spiaggia naturi­sta autorizzata tuona Sabrina – e deve essere tutelata, non distrut­ta».

    IL “BUCO"

    «Io qui vengo ogni anno e conti­nuerò a venire - confida Maria, anche lei una veterana della spiaggia - anche i miei figli sono cresciuti a Capocotta e ora che sono sola, non rinuncio. Ho ini­ziato quando c'era il famoso "bu­co" e qualcosa ci inventeremo di nuovo». Il foro nella recinzione dava l'accesso a una spiaggia sterminata e deserta, dove è nata l'idea di una cultura alternati­va e underground.

    Il tessuto sociale è cambiato, so­prattutto negli ultimi decenni. Molti degli attuali frequentatori di Capocotta sono giovani, la maggior parte dei quali poco sa delle battaglie dei naturisti. «Ci sono anche esibizionisti travesti­ti da nudisti - ha commentato Claudio- che vengono qui per­ché magari nelle loro fantasie credono di poter fare chissà qua­le incontro perverso». «Un posto di cui ho ricordi bellissimi - dice Aurora- chi l'avrebbe detto che regolamentare il naturismo avrebbe voluto dire indebolir­lo?».

    L'ALTERNATIVA

    Demolire l'unico tratto di areni­le di Roma dove il nudismo è le­gale, appare come uno shock agli amanti del sole e del mare in libertà che dalla prossima estate non avranno un posto dove an­dare. L'alternativa più vicina, an­che se ci sono diversi chilometri di distanza, è Focene che però ancora non convince. «Di Capo­cotta ce n'è solo una - ribadisce Riccardo, 60anni e un fisico da palestrato - le altre sono imita­zioni dove avremmo problemi ad ambientarci».

    I VIP

    Sono tanti anche i vip che utiliz­zano la garanzia della riservatez­za, che è d'obbligo da queste par­ti, per rimanere nell'anonimato. Capocotta intrigo di scandali e politica sin dai tempi del delitto Montesi, il primo che sconvolse la politica italiana. Ora c'è Mafia Capitale che sfiora questo lembo di sabbia. Un'oasi incontamina­ta e intoccabile, almeno fino a ie­ri.

    di Mirko Polisano

     Da ilmessaggero.it/ROMA – 14 Agosto 2015

  • Addio alla foresta di Capocotta: autorizzato il taglio delle querce secolari

    Addio alla foresta di Capocotta: autorizzato il taglio delle querce secolari

    In una delle zone di maggior pregio della Riserva di Decima Malafede è stato autorizzato l'abbattimento di migliaia di querce secolari d'alto fusto. Antonini: "Questa scelta va contro le finalità dell'Ente Romanatura"

    Una delle aree più preziose del territorio, dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, sembra sia destinata a sparire. La segnalazione arriva da Marco Antonini, ex Presidente del WWF Lazio e memoria storica della Riserva di Decima Malafede . Ad esser minacciata, risulterebbe infatti esser una delle foreste che ne fanno parte.

    ADDIO AL BOSCO - "Nei giorni scorsi l’ente Romanatura ha autorizzato il taglio di migliaia di querce secolari di alto fusto nel bosco detto di Capocotta, ma questa scelta – ci ha spiegato il naturalista – va contro le finalità dell’area protetta". A farne le spese sarebbero quindi gli alberi della foresta di Capocotta. "Il taglio è già iniziato ed ha sostituito i canti degli uccelli già in nidificazione , con l'orrido frastuono delle motoseghe. L'ultimo bosco di alto fusto della Campagna Romana sta cadendo al suolo".

    LA BIODIVERSITA' - La foresta di Capocotta, non è un luogo qualsiasi. Nell'area infatti, secondo alcuni "studi condotti dal WWF e dalle università incaricate di redigere gli studi propedeutici ai piani di assetto, è stata certificata la presenza di un numero incredibile di specie - ha sottolineato Antonini - ad esempio sono presenti 25 specie di mammiferi ed oltre 900 specie di piante".

    UNA SCELTA INSPIEGABILE - A parte il naturalista, particolarmente attento alla salvaguardia delle aree verdi a sud della Capitale, nessuna voce sembra essersi levata in difesa della biodiversità e delle querce di Capocotta. "Non si capisce perché Romanatura, che oltretutto ha pagato per anni l’affitto per questo prezioso bosco, ha dapprima rescisso il contratto di affitto e poi ha concesso il taglio devastante, andando contro le proprie finalità istitutive".

    Da RomaToday– 4 Marzo 2015

  • Blitz alla spiaggia dell’Arenauta, due denunce e cento attrezzature balneari sequestrate

    Blitz alla spiaggia dell’Arenauta, due denunce e cento attrezzature balneari sequestrate

    Dopo il week end di Ferragosto rimane alto il livello di vigilanza e controllo lungo il litorale del sud pontino.

    Attuando precise linee d’indirizzo dettate nel corso dell’ultima Riunione Tecnica di Coordinamento Interforze, tenutosi la scorsa settimana presso la Prefettura di Latina, stamane la Guardia Costiera di Gaeta e il Gruppo Guardia di Finanza di Formia sono state impegnate in un’attività congiunta di controllo di strutture turistico-ricettive presenti sul litorale dell’Arenauta a Gaeta.

    In particolare, il controllo ha riguardato quelle attività di noleggio attrezzature balneari che esercitano la propria attività su proprietà privata e che, oltre a fornire a pagamento ombrelloni e lettini ai turisti, consentono, attraverso il pagamento di un biglietto, anche l’accesso alla libera spiaggia.

    L’attività congiunta di Guardia Costiera e Guardia di Finanza ha consentito di esaminare in modo approfondito sia l’aspetto relativo all’uso del pubblico demanio marittimo che gli aspetti in materia di normativa fiscale.

    Dopo un’attività di osservazione del fenomeno, svoltasi nei giorni passati, questa mattina più pattuglie sono intervenute simultaneamente in abiti borghesi qualificandosi successivamente presso le varie attività d’impresa.

    Il controllo ha riguardato, quindi, il contrasto all’abusiva occupazione delle spiagge libere nonché al lavoro sommerso (con accertamenti sui contratti di lavoro dei dipendenti) e controlli strumentali relativi all’omessa emissione di scontrini e ricevute fiscali.

    Al termine dell’operazione, i militari, diffidati i titolari di alcune attività di noleggio, provvedevano a far eseguire l’immediata rimozione delle attrezzature balneari abusivamente collocate, restituendo alla pubblica fruizione e godimento un tratto di “spiaggia libera” di circa 500 metri quadri indebitamente sottratto ai bagnanti. Questi, talvolta, sono persino ignari della natura libera dell’arenile a causa della destrezza degli abusivi noleggiatori che di fatto trasformano la spiaggia libera in veri e propri stabilimenti balneari abusivi.

    Due i titolari delle attività di noleggio denunciati alla Procura della Repubblica di Cassino.

    Circa cento le attrezzature balneari che, unitamente a quattro pattini, sono stati posti sotto sequestro. Tutti i soggetti denunciati saranno, altresì, oggetto di comunicazione alla competente amministrazione comunale per l’adozione dei discendenti atti amministrativi previsti in caso di violazioni in materia di abusiva occupazione demaniale.

    Diverse le sanzioni amministrative e fiscali comminate per violazione della normativa in materia di attività commerciali su pubblico demanio marittimo e mancata emissione della prevista documentazione fiscale per l’accesso al mare attraverso proprietà privata.

    Da h24notizie.com – 20 Agosto 2015

  • Capocotta nel mirino della procura tra abusivismo e interessi dei clan

    Capocotta nel mirino della procura tra abusivismo e interessi dei clan

    Il pm Mario Palazzi indaga sulle società intestatarie dei chioschi e sugli ampliamenti delle strutture nell’area dunale protetta

     di Valeria Costantini

    Attività prive di qualunque autorizzazione, società con intestatari fittizi, strutture abusivamente ampliate in sfregio ai vincoli di un’area protetta. Più che un paradiso naturale, Capocotta appare come un far-west privo di regole, stando ai primi riscontri dell’inchiesta guidata dal sostituto procuratore Mario Palazzi. Una situazione che, sotto il profilo dell’illegalità, sembra persino peggiore rispetto a quella della vicina Castelporziano, striscia costiera che ospita le splendide spiagge libere più amate dai romani, situate a ridosso di Ostia e già oggetto delle indagini del magistrato romano. Fu Palazzi, dopo gli accertamenti della Capitaneria di Porto di Roma-Fiumicino, a ordinare nel 2013 i sequestri dei chioschi abusivi di Castelporziano, poi demoliti quest’anno con ruspe e ricorsi al Tar dal Campidoglio. Ma il «chioschi-gate» avrà a breve un secondo capitolo. E, tra le spettacolari dune di Capocotta, sembra esserci molto di più di qualche abuso.

    Abusi in area protetta

    L’area, che ricade nella Riserva Naturale Statale del Litorale (Ministero dell’Ambiente insomma), è talmente carica di vincoli che, in teoria, non avrebbe dovuto ospitare nemmeno un carrettino per il cocco. Invece, tra l’immobilismo dei Municipi, del Campidoglio e dell’Ente Riserva, si è costruito eccome. Oggi sui due chilometri di sabbia area «Sic» - Sito di Interesse Comunitario e Zona a Protezione Speciale - sorgono cinque chioschi, autorizzati dal Comune nel lontano 1999, giunta Rutelli, per mettere ordine nel caos: di fronte al dilagare di tante strutture abusive (che devastavano un patrimonio ambientale unico in tutta Europa), il Campidoglio invece di abbattere tutto, cercò di legalizzare la situazione autorizzando cinque di quei chioschi. Con una gara, o meglio, uno straccio di gara per punti ristoro per i servizi da spiaggia. Durata del bando 10anni, prorogato poi per ulteriori 5 dal 2010, terminato lo scorso giugno e rinnovato pro-tempore dalla giunta Marino.

    La «babele» delle società

    I chioschi dovevano essere ampi una sessantina di metri quadrati, ma oggi alcuni si estendono per 10 volte quel limite: poi negli anni ampliamenti, fogne e allacci elettrici sono stati – generosamente - concessi dalle varie amministrazioni. Ciò che è emerso dai controlli della Capitaneria, poi confluiti nel fascicolo del procuratore, è però molto chiaro, a prescindere dai permessi rilasciati alle strutture: i chioschi di Capocotta appaiono privi di qualunque tipo di atto concessorio. Strutture abusive, modificate costantemente nel tempo e - fatto più grave - in barba ai vincoli sull’area, paesaggistici e urbanistici. Di più. Nel mirino ci sarebbe anche la «babele» di società che si nasconderebbero in alcuni profili dei chioschi: le indagini della Capitaneria sono durate oltre due anni solo per riuscire a risalire ai reali titolari delle varie ditte.

    L’ombra dei clan

    Scontrini intestati a una società, il noleggio lettini ad un’altra, in un vortice di - presunte - teste di legno. C’è un’ipotesi su cui i magistrati stanno lavorando: dietro i prestanome ci sarebbero in alcuni casi note famiglie di zingari della Capitale che, infatti, «dominano» sull’area dei Castelli Romani e sul litorale: i Casamonica. Del resto, i chioschi di Capocotta sono vere e proprie «miniere d’oro» che, tra ristoranti e spiaggia, registrano incassi milionari e record di bagnanti. Senza però, secondo le indagini, versare un euro di tasse. Con un danno all’erario che è già oggetto dell’indagine parallela della Corte dei Conti. Da anni c’è chi, a singhiozzo o per opportunità politica, ha puntato il dito contro gli abusi di Capocotta, come ambientalisti e naturisti (l’oasi nudista è un riferimento della comunità). Non sono mancati i tavoli del Comune (anche con il consorzio dei titolari dei chioschi) per avviare le demolizioni: nulla però è cambiato. L’inchiesta potrebbe dare una svolta come a Castelporziano dove, alle indagini sono seguite, d’obbligo, le azioni della politica.

    Da roma.corriere.it - 14 Agosto 2015

  • Capocotta senza regole: permessi scaduti e chioschi sotto sfratto in piena estate

    Capocotta senza regole: permessi scaduti e chioschi sotto sfratto in piena estate

    L'area ricade nella Riserva Naturale Statale del Litorale. Legambiente: "Non far morire Capocotta, il Comune salvi il litorale romano". Il pm Mario Palazzi indaga sulle società intestatarie dei chioschi

    Prima le demolizioni degli abusi a Castel Porziano, poi gli scandali che hanno colpito i porti di Fiumicino e Ostia. In mezzo i varchi per il libero accesso al mare ed i blitz di Polizia, Carabinieri, Guardia Costiera e Vigili con piogge di multe per gli stabilimenti e i chioschi di Ostia. Il litorale romano, per questa estate, sembrava averle vissute tutte ma un altro tsunami, è il caso dirlo, sta per agitare il mare della Capitale. 

    SET NATURALE - Questa volta a finire nell'occhio del ciclone è l'area di Capocotta. Lì dove le spiagge sorgono nella Riserva Naturale Statale del Litorale. In piena Macchia Mediterranea. Un paesaggio stupendo che è stato set di diverse pellicole cinematografiche, gialli irrisolti e amori infiniti. Dal caso Montesi, al festival di poesia. Dalle citazioni di Rino Gaetano ai videoclip dei Flaminio Maphia. Dalle foto artistiche, alle scene delle pellicole di Tinto Brass. Con la tenuta presidenziale di Castelporziano che segna il confine tra Ostia e Torvajanica. 

    I CHIOSCHI - Capocotta è un mondo. Anche di contraddizioni. Basterebbe pensare che l'area è talmente piena di vincoli che, in teoria, non avrebbe dovuto ospitare nemmeno un chiosco, ed invece ora lì ce ne sono cinque. In questi anni i gestori di quegli spazi hanno assicurato accessibilità, legalità, pulizia e pulizia. Ma qualcuno ha anche "esagerato" ingrandendo il loro spazio anche 10 volte più del previsto

    I TROPPI RINVII - A mettere altra carne al fuoco ci ha pensato, in questi giorni, il Comue di Roma recapitando un sostanziale sfratto esecutivo ai gestori. Proprio nel pieno della stagione balneare, ad agosto, nell'area più pregiata della costa romana. E pensare che tutto iniziò per "colpa" del Campidoglio che di fronte al dilagare di abusivi, invece di abbattere tutto, cercò di legalizzare quei chilometri di arenile. Durata del bando 10 anni, prorogato poi per ulteriori 5 dal 2010, terminato lo scorso giugno e rinnovato pro-tempore dalla giunta Marino.

    TEMPO SCADUTO - Ma anche quella clessidra ha visto cadere il suo ultimo granello di sabbia. Il 31 maggio scorso è, infatti, scaduto l'ultimo anno di proroga dell'affidamento. Così il X Dipartimento ha inviato ai gestori una comunicazione con cui notifica l'avvio del procedimento per la riacquisizione delle unità di servizio di Capocotta. Un avviso si sfratto appunto. E adesso? 

    L'INCHIESTA - L'area aspetta da 19 anni il Piano di Gestione della Riserva Statale del Litorale Romano, ma intanto il Comune di Roma non è riuscito ad indire gare e gli abusi sono aumentati. Non solo. Un'inchiesta guidata dal sostituto procuratore Mario Palazzi che nel 2013 ordinò i sequestri dei chioschi abusivi di Castel Porziano, poi demoliti quest'anno con "le ruspe della legalità" getta anche un'altra ombra. Nulla di certo ancora. Ma il dubbio, lecito, c'è.

    L'APPELLO - Eppure, lo scorso aprile quando ancora la stagione estiva doveva iniziare, i gestori dei chioschi avevano lanciato un grido d'allarme. Nell'incontro tenuto al chiosco 'Mediterranea', Claudio Presutti presidente del consorzio 'Capocotta Cinque Spiagge' chiese al Comune di impegnarsi "per una rapida approvazione del Piano di Gestione della Riserva, per poi autorizzare una proroga minima indispensabile dell'attuale gestione, al fine di non perdere il know-how che fino ad oggi ha permesso di rendere Capocotta libera e fruibile nell'esclusivo interesse dei cittadini". 

    RISCHIO ABBANDONO - Appello, forse, non ascoltato e questa situazione potrebbe gettare nell'abbandono Capocotta. E' per questo che, in occasione della presentazione dei dati finali della campagna Goletta Verde sullo stato dei mari e delle coste italiane, Legambiente ha lanciato un appello: "Bisogna agire in fretta per salvare la parte più pregiata del litorale romano, recuperando anche vecchie e nuove mancanze amministrative evidenti, dopo anni di attesa anche la Giunta Marino in questi ultimi due anni non ha fatto nulla".

    BENE COMUNE DA NON ABBANDONARE - Il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e il presidente di Legambiente Lazio Roberto Scacchi poi continuano: "In questi anni la spiaggia di Capocotta è stata curata e gestita bene con la garanzia di pulizia e presidio. Ora c'è bisogno di dare una continuità gestionale attraverso procedure di evidenza pubblica per non lasciare a se stessa la spiaggia più bella e pregiata del litorale di Roma".

    Per Legambiente, se il Comune di Roma "non è riuscito a mettere a bando di evidenza pubblica la gestione chioschi entro la data ultima dello scorso 31 maggio, ora avvii la procedura immediatamente con criteri premiali per chi ha garantito la legalità e rispettato le regole. Deve essere garantita la continuità della buona pratica e la chiusura serena della stagione in corso per non lasciare l'area non gestita quando di contrasto la quasi totalità degli stabilimenti di Ostia, gran parte dei quali vietano il mare ai non paganti formando il Lungomuro che denunciamo da anni, ha avuto affidamenti diretti e deroga fino al 2020". Il tema è caldo, non bisogna rilassarsi in fondo "Capocotta non è Kingston".

    Di Lorenzo Nicolini

    Da ostia.romatoday.it - 14 Agosto 2015

  • Capocotta, la spiaggia di nuovo invasa da centinaia di sacchi di calcinacci e travi di legno

    Capocotta, la spiaggia di nuovo invasa da centinaia di sacchi di calcinacci e travi di legno

    Non sono bastate le denunce – pubbliche e inoltrate alle forze dell’ordine – così come non è servito il sequestro dell’area. A distanza di quasi un mese e mezzo, sulla spiaggia di Capocotta la situazione è la stessa che avevamo documentato il 26 gennaio: nel tratto tra Ostia e Torvaianica, e più precisamente non molto distante dallo stabilimento “Settimo Cielo”, al chilometro 8,700 della Litoranea, dove il 28 gennaio Nucleo di Polizia marittima e tutela ambientale della Capitaneria di porto di Fiumicino ed il personale della Delegazione di spiaggia di Ostia avevano provveduto a sequestrare l’area demaniale di 2.500 metri quadri, sono ricomparsi centinaia di sacchetti pieni di calcinacci e materiale di risulta. Accanto alla “muraglia” fatta ad arte con i sacchi, sono stati accatastati materiali ferrosi e travi di legno.
    Ancora una volta la segnalazione arriva da un attento cittadino che questa mattina stava passeggiando sulla spiaggia e ancora una volta ci si chiede chi mette tutto quel materiale sulla spiaggia pubblica, a ridosso delle dune, e perché.
    Domande a cui solo le forze dell’ordine, che invitiamo a verificare, possono dare una risposta.

    Da ilcorrieredellacitta.com - 6 marzo 2016

  • Capocotta, riaprono i chioschi: saranno autorizzati fino al 30 settembre

    Capocotta, riaprono i chioschi: saranno autorizzati fino al 30 settembre

     Il via libera è arrivato dopo che le strutture hanno abbattuto gli abusi. L'obiettivo è di garantire sicurezza e decoro ai tre chilometri di spiagge tra Ostia e Torvajanica

    Tornano i servizi sulle spiagge libere di Capocotta, il tratto di arenile tra Ostia e Pomezia. Il via libera è arrivato dagli uffici del X Municipio che ha già autorizzato quattro ex gestori dei chioschi che, in queste settimane, avevano provveduto all'autodemolizione delle strutture abusive.

    I chioschi, che sono autorizzati ad essere aperti fino al 30 settembre, dovranno garantire i servizi alla balneazione: bagnini, servizi igienici, pulizia dell'arenile‎, noleggio lettini e bar. Per la riapertura del quinto chiosco manca solo un certificato di collaudo statico. ‎Tre chioschi sono già attivi da tre giorni.

    Si tratta del Mediterranea, Mecs e Dar Zagaia. A breve apriranno anche Settimo Cielo e Porto di Enea. Discorso diverso per l'Oasi Naturista, la struttura realizzata sulla storica spiaggia riservata ai nudisti: niente dissequestro, ma l'arenile resterà dedicato agli amanti del naturismo.

    Da ostia.romatoday.it – 25 giugno 2016

  • Capocotta, riaprono i chioschi. Torna il racket dei parcheggiatori

    Capocotta, riaprono i chioschi. Torna il racket dei parcheggiatori

    Il via libera è arrivato dopo che le strutture (chiuse dallo scorso febbraio) sono state ridimensionate. Autorizzazioni in scadenza il 30 settembre con l’obiettivo di garantire sicurezza e decoro ai tre chilometri di spiagge tra Ostia e Torvajanica

    di Valeria Costantini

     

    Riapre Capocotta. Più precisamente i noti chioschi, sorti sulle spiagge libere più amate dai romani, potranno tornare operativi. Il via libera è arrivato in queste ore dagli uffici del X Municipio, sciolto per mafia e oggi gestito dalla commissione prefettizia coordinata da Domenico Vulpiani. La determina di autorizzazione è provvisoria e durerà fino al 30 settembre: l’obiettivo è quello di garantire sicurezza e decoro ai tre chilometri di arenile tra Ostia e Torvajanica.

    Lettini e salvataggio

    I titolari possono così riaprire le strutture balneari sulla via Litoranea, sequestrate lo scorso febbraio per abusi edilizi in area protetta. Ma per il momento possono solo provvedere al noleggio lettini e, soprattutto, al servizio di salvataggio. Si attende infatti il dissequestro definitivo da parte del sostituto procuratore che indaga sul caso-Capocotta, Francesco Dall’Olio: dopo il provvedimento – richiesto proprio venerdì scorso - i chioschi potranno anche riprendere l’attività di somministrazione vivande. I permessi valgono per ora solo per «Mec’s», «Dar Zagaia», «Mediterranea», «Porto di Enea» e «Settimo Cielo», ovvero i chioschi che, attendendosi alle prescrizioni della procura, avevano avviato le auto-demolizioni dei manufatti ritenuti abusivi.

    Restano i nudisti

    Discorso diverso per l’«Oasi Naturista», la struttura realizzata sulla storica spiaggia riservata ai nudisti: niente dissequestro, ma l’arenile resterà dedicato agli amanti della tintarella integrale. Secondo il fascicolo in mano a prefetti e magistrati, l’Oasi - che ha fatto opposizione ai sigilli e proseguito l’attività - sarebbe priva di «riconoscimenti giuridici validi, autorizzata solo da una delibera mai tramutata in determina o convenzione vera e propria». Negli ultimi giorni il Municipio ha provveduto a controllare gli auto-abbattimenti effettuati e ha già operato i collaudi statici: i chioschi sono stati riportati alle cubature previste dalla convenzione stipulata con il Comune quindici anni fa, da ampliamenti anche di 200 metri quadrati a mini-strutture di 65.

    Verso il bando

    Le autorizzazioni della commissione straordinaria di Ostia sono scattate anche a seguito di numerose segnalazioni in merito ai fenomeni di criminalità in atto a Capocotta: prostituzione e spaccio di droga dilaganti, a cui era urgente porre un freno. Inoltre, era altrettanto importante assicurare la presenza dei bagnini sulle spiagge libere della zona, salvaguardando la sua fruizione da parte delle migliaia di visitatori. I procedimenti giudiziari proseguiranno a prescindere dai dissequestri e dall’utilizzo delle strutture che poi, in autunno, saranno oggetto di un bando pubblico di gara. Intanto, cancelli aperti e servizi a disposizione dei bagnanti.

    Da roma.corriere.it - 12 giugno 2016

  • Capocotta, sequestrati manufatti abusivi sulla spiaggia protetta

    Capocotta, sequestrati manufatti abusivi sulla spiaggia protetta

    Erano in fase di realizzazione nel lido Settimo Cielo, che si trova in una zona di interesse naturalistico. Accertamenti sul titolare della concessione

     di Valeria Costantini

    Senza concessione dall’estate 2015, avevano allestito un cantiere in piena area protetta. Sono scattati i sigilli per le strutture della spiaggia libera attrezzata Settimo Cielo a Capocotta, zona di pregio naturalistico alle porte di Ostia, già da tempo oggetto di indagini. I vigili urbani del X gruppo del lido, intervenuti su segnalazione di alcuni cittadini, hanno riscontrato nei pressi del chiosco diverse violazioni. Quattro manufatti di circa 200 metri quadrati sono stati posti sotto sequestro probatorio: secondo i primi accertamenti non avevano i permessi, erano stati realizzati su una pedana in legno di circa mille metri quadri.

    Sigilli in spiaggia

    Accanto al chiosco i resti del probabile cantiere. Centinaia di sacchetti di sabbia, pezzi di ferro, calcinacci, abbandonati a ridosso delle preziose dune di Capocotta, are Sic, Sito di Interesse Comunitario e Zona a Protezione Speciale. Il gestore della spiaggia attrezzata, Valerio De Santis, è stato invitato nella caserma della polizia locale di Ostia per gli accertamenti. A coordinare l’indagine gli uomini guidati dal comandante del Gruppo X Mare Antonio Di Maggio insieme ai militari della Capitaneria di Porto. L’area di Capocotta è al momento in “bilico”: i chioschi sorti negli anni, con le concessioni scadute un anno fa, erano stati autorizzati all’attività grazie a una proroga da parte dell’amministrazione Marino. Resta ancora da chiarire come sarà gestita invece la questione entro l’inizio della prossima stagione balneare.

    Da roma.corriere.it - 28 gennaio 2016

  • Capocotta, sopralluogo capitaneria porto: accertamenti su chioschi

    Capocotta, sopralluogo capitaneria porto: accertamenti su chioschi

    La Capitaneria di Porto di Roma ha effettuato questa mattina un sopralluogo presso i chioschi delle spiagge libere di Capocotta. "Stiamo implementando i controlli su Capocotta - ha spiegato Lorenzo Savarese comandante della Capitaneria di Porto di Roma - al fine di verificare il normale assetto di gestione". A quanto si apprende sono in corso ulteriori accertamenti, coordinati dalla Procura di Roma, in merito a presunti ampliamenti abusivi delle strutture. (omniroma.it)

    Da repubblica.it (Cronaca di Roma) – 18 Maggio 2015

  • Chioschi a Capocotta, sequestrate le strutture abusive sulla spiaggia

    Chioschi a Capocotta, sequestrate le strutture abusive sulla spiaggia

    I sigilli sono stati apposti nelle strutture irregolari Dar Zagaia, Mediterranea, Porto di Enea, Oasi di Capocotta, Mecs Village

    Operazione Dune sulle spiagge libere di Capocotta. Da questa mattina una ventina di agenti del X gruppo Mare della Polizia locale di Roma Capitale, stanno eseguendo sequestri preventivi ai danni di manufatti abusivi presenti sull'area. In particolare gli agenti diretti dal comandante Antonio Di Maggio stanno operando tra il km 8 e il km 10 della via litoranea.

    Qui si trovano numerosi chioschi finiti sotto la lente d'ingrandimento del Prefetto Vulpiani che, di concerto con la Procura, nei giorni scorsi ha dato il via libera all'operazione di sequestro. I sigilli sono stati apposti ai chioschi Dar Zagaia, Mediterranea, Porto di Enea, Oasi di Capocotta, Mecs Village.

    A dare impulso alla ricognizione sugli abusi era stato l'assessore alla legalità Alfonso Sabella, da marzo 2014 fino a settembre, delegato sul litorale.

    Nel dettaglio gli abusi riscontrati riguardano, per quanto riguarda "Er Zagaia" 240 dei 300 metri quadri del ristorante, due locali magazzini, una struttura di legno. Al Mediterranea invece riscontrate irregolarità nelle tettoie, diventate poi di fatto manufatti, e una una struttura in legno. Al "Porto di Enea, irregolare la pedana in legno e 130 metri quadri di copertura in teli; inoltre un magazzino in legno e un manufatto in legno. All'Oasi di Capocotta un chioscho di 55 metri quadri adibito a bar ristorante, un gazebo con infissi e quattro manufatti in legno. Al Mecs Village irregolare gli ampliamenti di bar e cucina, 500 metri di pedana, un chiosco in pvc e un manufatto adibito a bar.

    Da ostia.romatoday.it - 11 febbraio 2016

  • Da Capocotta a Castelporziano: nuovi chioschi e dune naturali, rinasce la spiaggia libera dei romani

     Da Capocotta a Castelporziano: nuovi chioschi e dune naturali, rinasce la spiaggia libera dei romani

    Per la prima volta dopo 15 anni un bando per i servizi dell'oasi naturale. La denuncia di De Luca: "L'arenile è invaso dai lettini selvaggi e dai ristoranti"

    Sono le spiagge libere dei romani, Capocotta, l'oasi naturale che dipende dal Campidoglio e, sempre sulla litoranea, più vicina ad Ostia, Castel Porziano, quella donata dal presidente Saragat e presa in carico dal municipio. Le spiagge dei nudisti, gay friendly, dei chioschi, dell'ormai mitico Festival dei Poeti di sua Maestà dell'Effimero, Renato Nicolini, e della cultura underground. E lo scenario del caso Montesi, la ragazza ritrovata morta sulla spiaggia negli anni Cinquanta, il primo grande giallo politico-criminale d'Italia di cui parla Arbasino in Fratelli d'Italia. E il cinema? Qui si è visto di tutto, dai set di Tinto Brass al Moretti d'annata di Ecce Bombo, all'irresistibile partita a pallone per recuperare la gamba-scultura di Aldo, Giovanni e Giacomo. Per non parlare delle notti adrenaliniche d'estate passate ballando sulla sabbia fino all'alba.

    Ma adesso, perlomeno per Capocotta, dopo lo shock di Mafia Capitale, ecco che per la prima volta dopo 15 anni si sta preparando una gara per la concessione dei chioschi, la cui storia è iniziata negli anni Novanta, e con un nuovo progetto che prevede il ritorno agli spazi originari, il restauro e in qualche caso il ripristino delle passerelle di legno e delle staccionate ai lati che proteggono la duna, il pagamento di un nuovo canone annuo e il servizio di pulizia e di salvataggio. "Quella che nell'insieme doveva essere una spiaggia libera dei romani, di circa due chilometri e mezzo con dei piccoli chioschi di legno, di sessanta metri quadrati" spiega il presidente della Commissione Ambiente del Campidoglio, il consigliere dem Athos de Luca "piano piano ha subito una lenta ma radicale metamorfosi che ha trasformato spesso i chioschi in mega ristoranti, con l'occupazione fino a mille metri di superficie di spiagge cosiddette libere, che, con il fenomeno di "lettino selvaggio" specialmente a Castelporziano, sono di fatto diventate a pagamento".

    Nelle scorse settimane il Municipio di Ostia, proprio per quanto riguarda Castelporziano, ha annunciato, di fronte a una situazione di abusivismo diffuso e irregolarità, gli atti necessari alla rimozione degli abusi e al ripristino delle regole in vista di un bando. Diversa è la situazione di Capocotta, inserita nel perimetro della Riserva del Litorale, che, in attesa dell'approvazione del piano di assetto  si prevede sarà approvato entro l'anno    è sottoposta alle autorizzazioni della Commissione Nazionale della Riserva. Tuttavia anche a Capocotta i chioschi si sono estesi dagli originali 60 metri quadrati fino a 200, anche se sulla spiaggia libera non si pratica la tecnica del "lettino selvaggio". E per l'area a giugno 2015 scade la delibera comunale del 2000 che prevedeva un regime di concessione dei chioschi per dieci anni, rinnovabile annualmente per ulteriori cinque.
    "Per questa ragione" aggiunge De Luca "il Comune sta predisponendo un bando per un solo anno. Poi, non appena sarà approvato il Piano di Assetto della Riserva del Litorale, si potrà finalmente riorganizzare tutto il comparto di Capocotta rispetto agli accessi al mare, ai parcheggi e alla tipologia dei chioschi per rispettare le dune e la spiaggia". L'obiettivo, naturalmente, è che il litorale di Castelporziano e Capocotta, che ospita la spiaggia libera più grande d'Europa, un patrimonio straordinario di tutti i romani, torni ad essere libero a tutti gli effetti, assicurando attraverso specifici bandi la legalità e la trasparenza nella gestione delle spiagge e dei cosiddetti chioschi che dovranno assolvere alla funzione originaria di servizio e non di stabilimenti balneari.

    "La battaglia per l'ambiente e la legalità che Roma ha intrapreso con i varchi a Ostia per il libero accesso alle spiagge" conclude il consigliere dem "deve estendersi anche alle spiagge libere di Castelporziano e Capocotta. E come presidente della Commissione Ambiente seguirò puntualmente tutti i passaggi necessari al raggiungimento di questo obiettivo. Il Pd farà del diritto al godimento delle spiagge libere del litorale romano una battaglia di civiltà e legalità, che per troppi anni è stata dimenticata".

    Da Repubblica.it (Cronaca di Roma) -4 aprile 2015

  • Gaeta / Tendopoli di Ferragosto all’Arenauta

    Gaeta / Tendopoli di Ferragosto all’Arenauta

     GAETA – Tendopoli di Ferragosto anche quest’anno sulla spiaggia dell’Arenauta. I soliti vacanzieri irriducibili si sono piazzati anche quest’anno sull’arenile più selvaggio tra le sette spiagge di Gaeta.

    Sono scesi durante il week – end occupando una lunga fascia di arenile, proprio dove una ordinanza del comune di Gaeta proibisce lo stazionamento ed il bivacco causa problematiche idrogeologiche. Nemmeno le piogge che si sono alternate nei giorni scorsi li hanno fatti desistere. Per la verità, da quest’anno, un’ordinanza sindacale impedirebbe l’accesso in prossimità di tutta la costiera rocciosa di ponente.

    Nessuno vi ha dato molto peso, nonostante i cartelli a carattere cubitale ed in più lingue impiantati dall’amministrazione comunale. Del resto non si ricordano episodi di cronaca che abbiano coinvolto bagnanti. Rimane invece aperto il problema igienico. In molti, lo hanno risolto andando a depositare le proprie deiezioni nella boscaglia retrostante.

    Da temporeale.info - 18 Agosto 2015

  • La Foresta di Capocotta è salva: Romanatura la terrà in affitto per 6 anni

    La Foresta di Capocotta è salva: Romanatura la terrà in affitto per 6 anni

    Con 12mila euro l'anno è stato sottoscritto un contratto pluriennale che mette al riparo dal taglio centinaia di alberi d'alto fusto. Antonini: "Bisogna ringraziare i cittadini che si sono mobilitati in difesa della foresta"

    La notizia dell’abbattimento delle prime querce secolari, annunciata  lo scorso marzo dall’ex Presidente del WWF Lazio, aveva gettato tutti nello sconforto. “L’ultimo bosco d’alto fusto della campagna romana sta cadendo al suolo. Il canto degli uccelli, nella foresta di Capocotta, è stato sostituito dal brusio delle motoseghe”. Una sciagura per la Riserva di Decima Malafede, a difesa della quale si sono levate immediatamente le proteste dei cittadini

    LA BUONA NOTIZIA - “Dopo un anno dall’inizio dello sciagurato taglio del bosco, bloccato dal clamore suscitato dalle denunce di Romatoday, finalmente l’area è stata ripresa in affitto dall’ente Romanatura, al costo di 12.000 euro annui per 6 anni” spiega oggi Marco Antonini, ex numero uno del WWF Lazio. L’operazione, per quanto di scarso impatto economico, non era affatto scontata. Le rassicurazioni dell’ente regionale, erano arrivate ma non avevano contribuito granchè a rasserenare gli animi. 

    LA VICENDA - Il Commissario straordinario di Romanatura Gubbiotti, riconoscendo  di guardare "con favore e molta apprensione alle sollecitazioni dei cittadini e della stampa" aveva dichiarato l'intenzione di salvaguardare il bosco. La decisione di rilasciare il nullaosta per il taglio degli alberi, per sua stessa ammissione, era però stata data dal "Settore Naturalistico dell'Ente". Lo aveva però fatto "in piena autonomia". Dunque senza consultare il Commissiario. Una notizia, quest'ultima, che non contribuiva a tranquillizzare i cittadini. A togliere le castagne dal fuoco aveva infine provveduto il Presidente Zingaretti. "Stop al taglio degli alberi a Capocotta - aveva annunciato il Governatore con un tweet -  RomaNatura riaffitterà questa area privata" . Promessa mantenuta.

    MERITO DEI CITTADINI - “Finalmente viene chiusa positivamente questa bruttissima pagina che ha rischiato di far perdere uno dei patrimoni maggiori di tutta la Campagna Romana in termini di biodiversità – osserva Marco Antonini, memoria storica della Riserva di Decima Malafede - Prendiamo atto con soddisfazione del nuovo contratto di affitto e ringraziamo tutti i cittadini che si sono mobilitati per chiedere a gran voce di salvare questa preziosa foresta”.

    Da eur.romatoday.it – 9 marzo 2016

  • Naturisti, l'affare di Mafia Capitale. Le ruspe di Gabrielli a Capocotta

    Naturisti, l'affare di Mafia Capitale. Le ruspe di Gabrielli a Capocotta

    L'Oasi Naturistica finisce nel mirino del Prefetto di Roma. Nelle carte dello scioglimento del X Municipio gli interessi di Buzzi e Carminati sulle concessioni balneari di Ostia e Capocotta, ma anche sulla sede dei vigili urbani

    La mappa del litorale romano è destinata a cambiere sotto le scure dell'inchiesta Mafia Capitale: chioschi e affidamenti di Ostia passati al setaccio e anche la storica Oasi Naturista di Capocotto rischia di essere cancellata dopo essere finita in quella mappa degli orrori che emerga dalla relazione del Prefetto Gabrielli allegata al decreto del Presidente della Repubblica che scioglie il Municipio X e che riporta l’analisi della Commissione su procedure “di affidamento di appalti e concessioni di beni demaniali indiziate dalla presenza di soggetti criminali”.
    La piovra di Mafia Capitale avrebbe messo il proprio 'cappello' sulla gestione delle spiagge libere di Castel Porziano, di Capocotta e di Ostia, sul servizio di potatura delle alberature e sulla pedonalizzazione del lungomare nell’estate del 2014 “Ostia mon amour” come persino sulla nuova sede del Gruppo X della Polizia Municipale.

    Nella relazione che Gabrielli, ha inviato al Ministro dell’Interno Angelino Alfano lo scorso 8 luglio - consultabile sul sito della Gazzetta Ufficiale - si descrive la circoscrizione di Ostia come “profondamente inquinata e piegata alle esigenze delle diverse consorterie criminali” ed è presente in più passaggi il nome dell’ex Presidente del Municipio, Andrea Tassone, che avrebbe intrattenuto rapporti e connivenze con il branch economico di ‘mafia Capitale’, funzionali a far conseguire al sistema messo in in piedi da Buzzi e Carminati una serie di appalti pubblici.
    Una rete criminale che, per ironia della sorte era arrivata anche nella sede della Polizia Municipale: il X Gruppo, attualmente ospitato in un immobile privato con un "contratto scaduto per il quale l'amministrazione versa un milione di euro l'anno,  nel 2014 era alla ricerca di un nuovo immobile, ma delle tre offerte presentate dopo il bando, ne veniva ammessa una sola. “Il Comandante della Polizia di Roma Capitale - che in maniera a dir poco singolare non era stato affatto coinvolto nella procedura - informato per caso della vicenda, evidenzia formalmente l'assoluta inidoneità dei locali, la cui superficie utile era di gran lunga inferiore a quella richiesta”. Ma nonostante tutto dal Dipartimento patrimonio del Comune c'è fretta nel stipulare il contratto.

    A cadere sotto l'attenzione del prefetto è anche la gestione delle concessioni balneari della spiaggia di Capocotta affidata nel 1999 mediante procedura ad evidenza pubblica a 5 operatori per la durata di 10 anni rinnovabili di ulteriori 5: peccato che secondo quanto risulta a Gabrielli, oltre a “indiscriminati ampliamenti degli spazi assegnati”, i concessionari non avrebbero pagato i canoni dovuti.
    Colpa del Municipio che avrebbe chiesto solo ogni sei anni quanto dovuto ai concessionari, società che a loro volta si sarebbero opposte al pagamento presentando i conti delle manutenzioni straordinarie da calcolare a scomputo, “che tuttavia, ove effettivamente realizzate, risulterebbero comunque effettuate senza il preventivo assenso dell'Ente e dal medesimo non verificate, né ormai verificabili”.
    E proprio tra le concessioni finite all'indice di Mafia Capitale finisce l'area naturista di Capocotta, nata nel 1999 dallo scorporo di una concessione e affidata a soggetti privati. A tenere sotto controllo la gestione dell'affare sarebbe stato l'uomo di fiducia di Salvatore Buzzi, l'imprenditore Mario Monge, finito agli arresti sempre nell'ambito dell'inchiesta 'Mondo di Mezzo'.
    Per tagliare il marcio che si annida nell'affare delle concessioni il Prefetto di Roma Gabrielli propone di fare una vera e propria 'tabula rasa' e propone “l'adozione di misure volte ad eliminare il rapporto privatistico esistente relativo alla gestione dello spazio della spiaggia di Capocotta destinato all'area naturalista, spazio di proprietà demaniale, per il cui uso l'amministrazione capitolina non percepisce alcun canone”.

    Capocotta non è l'unica concessione a finire sotto le attenzioni del Prefetto: per le spiagge libere di Ostia la procedura presenta una prima anomalia in relazione al numero dei partecipanti “tenuto conto della remuneratività dell'attività oggetto di affidamento.” Ora chioschi e sabilimenti balneari  lidensi dovranno essere ripuliti dalle ombre di una vera e propria infiltrazione mafiosa dalla commissiona straordinaria che per 18 mesi 'reggerà' il Municipio di Ostia sotto la guida del prefetto Domenico Vulpiani, la sua vice Rosalba Scialla e Maurizio Alicandro a cui spettano tutte le attribuzioni spettanti del consiglio municipale, della giunta e del presidente del Municipio, “nonché ogni altro potere ed incarico connesso”.

    Da affaritaliani.it – 16 Settembre 2015

  • Nuova Fiumicino beach, spiaggia per nudisti e per chi ama il surf

    Nuova Fiumicino beach, spiaggia per nudisti e per chi ama il surf

    Nella stagione al via da sabato una zona per il naturismo, spazio anche agli sport acquatici e un'area per cani

    di ANNA RITA CILLIS

    Una spiaggia per chi ama il naturismo, cinque aree dove praticare kitesurf, surf e tutti gli altri sport da vela e una nuova dog beach. Benvenuti nel Comune di Fiumicino che abbraccia il più esteso tratto di costa del Lazio: 24 chilometri dove si affacciano Maccarese, Fregene, Focene, Passoscuro, Palidoro e ovviamente Fiumicino. E dove il via libera alle attività balneari partirà già da sabato prossimo e sarà in vigore fino al 30 settembre. Così come deciso dall'ordinanza firmata dal sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, che contiene anche tutte le nuove iniziative: modi alternativi di divertimento e relax sotto il sole.

    E così per i naturisti ci sarà l'area che si trova nel tratto di litorale tra Fiumicino e Focene: circa 600 metri alle spalle della pineta di Focene, compresi tra via del Pesce Luna e 200 metri a sud della spiaggia antistante il radar aeroportuale. Mentre è stata individuata la prima spiaggia libera per cani del Comune: un tratto di costa lungo 400 metri compreso dalla fine dell'abitato di Passoscuro andando verso Palidoro. Un lembo di sabbia che andrà ad aggiungersi alla BauBeach di Maccarese, ormai un'istituzione per chi ama portare al mare il proprio cane. In più le attività balneari potranno creare apposite aree attrezzate per accogliere un massimo di dieci animali. Chi invece ama gli sport acquatici come il kite surf e il surf avrà a disposizione cinque zone: un tratto compreso tra Palidoro e Passoscuro, un altro a sud del Fosso Cupino e a sud della struttura balneare Nautin'Club per circa 50 metri, poi tra Fregene e Focene (circa 250 metri) e tra Fregene e Maccarese (per altri 250 metri).

    "Da quest'anno, nel Comune di Fiumicino, sarà possibile praticare il naturismo in riva al mare", racconta il sindaco Montino "l'ordinanza individua una spiaggia davanti alla pineta di Focene che da anni è già utilizzata di fatto dai naturisti e che abbiamo deciso di autorizzare e regolamentare. Una scelta di rispetto per la sensibilità di tutti, anche di chi sceglie di vivere serenamente la propria nudità in spiaggia". Ma nell'ordinanza aggiunge il primo cittadino di Fregene "ho deciso anche di riservare cinque tratti di arenile agli amanti del kitesurf e una spiaggia libera per cani. Da sabato prossimo apriamo le spiagge a tutti i cittadini che mi auguro apprezzino le nostre risorse ambientali e turistiche".
    Spiagge, quelle del Comune di Fiumicino, dove da alcuni mesi si possono anche celebrare matrimoni. E in quest'ultimo caso già centinaia le celebrazioni prenotate in riva al mare nei prossimi mesi estivi.

    Da Repubblica.it (Cronaca di Roma) - 22 aprile 2015

  • Oasi naturista di Capocotta, il blitz dei vigili finisce in rissa

    Oasi naturista di Capocotta, il blitz dei vigili finisce in rissa

     Dopo i sigilli, la procura ha disposto il dissequestro del chiosco al fine della demolizione. Ma il gestore, accusato di abusi in area protetta, non lo ha abbattuto e anzi si è scagliato contro gli agenti: denunciato per oltraggio e minacce a pubblico ufficiale

    di Valeria Costantini

    Un blitz dei vigili a Capocotta che finisce con insulti e minacce. La polizia locale del X Gruppo Mare si era recata domenica mattina all’Oasi naturista, la spiaggia libera sulla via Litoranea, riservata da vent’anni alla pratica del nudismo. Un controllo al noto chiosco che sorge sull’arenile, dopo alcune segnalazioni di cittadini in merito all’operatività della struttura. Due mesi fa infatti il pm Francesco Dall’Olio aveva ordinato il sequestro del chiosco, così come degli altri manufatti di Capocotta: si contestano ai titolari abusi edilizi in area protetta. Lo stesso pm, secondo quanto riportato dai vigili, aveva disposto il dissequestro ai fini della demolizione. Così non è stato secondo i controlli.

    Insulti e minacce

    All’arrivo dei vigili, sul posto per controllare se l’attività fosse aperta o meno, la tensione è salita. Uno dei titolari ha iniziato a insultare gli agenti intenti ad accertare la posizione dei presenti e la somministrazione di vivande: «Siete il cancro de ‘sto Paese», «A fenomeno, me fate un baffo», «Vergognatevi, fate schifo, il pupazzetto dello Stato, prega dio che non t’incontro per strada», alcune delle frasi rivolte ai vigili. I titolari si riferivano al dissequestro del chiosco ottenuto dai giudici che però, secondo i vigili, era finalizzato all’abbattimento degli abusi.

    Gli abusi e le demolizioni

    Gli altri quattro chioschi di Capocotta, dopo il sequestro avvenuto lo scorso febbraio, hanno già effettuato in autonomia le demolizioni: la struttura dell’Oasi ancora non si era mossa. Le operazioni di ripristino della legalità sulla spiaggia libera a ridosso di Ostia sono coordinate dai prefetti che guidano il X municipio sciolto per mafia. Il gestore, identificato, è stato denunciato per oltraggio e minacce a pubblico ufficiale. Gli accertamenti dei vigili - coordinati da Antonio Di Maggio - sull’attività del chiosco, somministrazione inclusa, sono ancora in corso.

    Da roma.corriere.it - 24 maggio 2016

  • Ostia, abusi a Capocotta: "Chioschi e spiaggia tornino al Comune"

    Ostia, abusi a Capocotta: "Chioschi e spiaggia tornino al Comune"

    Convalidato il sequestro dei cinque chioschi Da Zagaja al Porto di Enea e l'Oasi, dal Mecs Village al Mediterranea

    LA SPIAGGIA di Capocotta torna al Comune. Lo ha disposto ieri il tribunale di Roma, non solo convalidando il maxisequestro di cinque chioschi avvenuto due settimane fa da parte dei vigili urbani del X gruppo Mare diretti dal comandante Antonio Di Maggio, ma restituendo un bene demaniale allo Stato. Una disposizione epocale quella che porta la firma del sostituto procuratore Francesco Dall'Olio che, dopo molte battaglie per ripristinare la legalità sulle spiagge, apre una breccia importante.
     

    Lo scorso 11 febbraio su disposizione del prefetto Domenico Vulpiani, commissario del X Municipio, la municipale fece un blitz a Capocotta , la striscia di sabbia tra Ostia e Torvajanica, al termine del quale scattarono i sigilli per cinque chioschi. Da Zagaja al Porto di Enea e l'Oasi, dal Mecs Village al Mediterranea il mega chiosco, frequentato dai vip della capitale, il cui gestore è Claudio Presutti, nel direttivo di Legambiente fino al 2015. Fu proprio lui a organizzare, lo scorso 22 aprile, una conferenza stampa di Legambiente nel suo chiosco e, ad agosto, una raccolta di firme per fare pressione sul Comune e prorogare le concessioni all'associazione ambientalista. Numerosi gli abusi: da strutture da 50 diventate di 200 metri quadrati a ristoranti allargatisi fino oltre i 300.

    Nessuno era in regola con le concessioni e per tutti è scatatta una denuncia per abusi edilizi. Adesso, l'estate sulla spiaggia della cultura alternativa, l'area marina protetta delle Secche di Tor Paterno che si estende a soli 5 km dalla costa, tona a essere del Comune. I manufatti dovranno essere tutti buttati giù e il Comune si riserverà di indire un bando pubblico per rimettere a gara le concessioni. "Sono davvero soddisfatto per questa notizia - ha dichiarato il senatore dem Stefano Esposito - Finalmente il tribunale di Roma sta cominciando a capire il senso di una battaglia per la legalità, battaglia contro l'abusivismo da me iniziata con Orfini e Sabella e battezzata "le ruspe della legalità". Riguardò i cancelli e questi locali a Capocotta sarebbero stati il passo successivo. Mi complimento con comandante Di Maggio e col prefetto Vulpiani che sta portando avanti un lavoro serio su quel lungomare della vergogna ".

    Da roma.repubblica.it – 25 febbraio 2016

  • Ostia, abusi edilizi e canoni non versati

    Ostia, abusi edilizi e canoni non versati: via la concessione ad altri 9 stabilimenti balneari

    Capocotta, nelle strutture già sanzionate in corso le demolizioni. Dopo Mec’s, Dar Zagaia e Mediterranea, anche per Settimo Cielo e Porto di Enea i gestori stanno ultimando gli auto-abbattimenti, riportando i lidi alla cubatura originaria

    di Valeria Costantini

    Nuove revoche delle concessioni per gli stabilimenti di Ostia e demolizioni al via per i 5 chioschi di Capocotta. Il panorama del mare della Capitale si sta trasformando in maniera radicale. Prosegue incessante infatti il lavoro della commissione prefettizia che guida il X Municipio sciolto per mafia: dopo mesi trascorsi a spulciare le carte dei venti chilometri di costa romana, il tempo dei provvedimenti è giunto. Un iter complesso quello innescato dagli uffici tecnici, reso più arduo dalla carenza di organico: niente rinforzi dal Campidoglio, a Ostia si lavora fino a notte fonda, isolati e – soprattutto – controcorrente, per tentare di riportare ordine sulle spiagge. In un mare di fascicoli ignorati per decenni.

    Dopo le prime decadenze delle concessioni scattate per 7 stabilimenti, altri 9 sono già nel mirino: gli avvisi saranno consegnati ai vigili urbani per le notifiche già nei prossimi giorni. Sono al vaglio intanto le controdeduzioni, presentate «a difesa» dalle strutture balneari già raggiunte dalle revoche: Bagni Vittoria, Med Net, Capanno, Pinetina/Nuova Pineta, Kelly’s, Marechiaro e Salus. Abusi edilizi, mancato rispetto delle regole della concessione, canoni non versati, sono i reati ravvisati dal municipio: la procedura amministrativo-giuridica non sarà breve, quindi nel frattempo gli stabilimenti potranno operare e garantire l’apertura ai bagnanti.

    Più a rischio caos e disagi la situazione a Capocotta. Qui l’inchiesta del procuratore Francesco Dall’Olio sulle spiagge libere dell’area protetta contesta ai chioschi ampliamenti abusivi: dopo i sequestri – concordati con i prefetti – ora i titolari hanno avuto il via libera per le demolizioni. Dopo Mec’s, Dar Zagaia e Mediterranea, anche per Settimo Cielo e Porto di Enea è scattato il dissequestro: i gestori stanno ultimando in questi giorni gli auto-abbattimenti, riportando le strutture alla cubatura originaria, quella prevista dalla convenzione stipulata con il Comune ormai quindici anni fa. Da ristoranti estesi per anche 300 metri quadrati a chioschi grandi circa 60 metri. Il costo delle demolizioni (tra le 15 e le 40mila euro per i gestori) non è l’unica conseguenza del nuovo scenario a Capocotta: circa 150 i dipendenti dei cinque chioschi lasciati a casa, oltre ai danni per l’indotto dei fornitori.

    Anche le ripercussioni sulla stagionesono prevedibili. In attesa del bando che affiderà le strutture a nuovi titolari, le spiagge libere più frequentate non avranno i soliti servizi. Nemmeno i bagnini che – almeno temporaneamente - dovevano essere sostituiti, come indicato dall’ordinanza balneare, dai cartelli che avvertivano i bagnanti della mancanza del salvataggio: non ce ne è ancora traccia e solo il meteo avverso sta tenendo lontane le folle da Capocotta. La preoccupazione è rivolta però anche alla tutela della zona di pregio ambientale: nessuno sorveglia le dune protette, che rischiano l’assalto. Ricostruire la legalità è una battaglia scomoda: facile comprendere perché nessuno aveva mai messo mano al «ginepraio-Ostia».

    Da roma.corriere.it – 17 maggio 2016

  • Ostia, Capocotta e Castel Porziano: il litorale romano cambia "per l'ambiente e la legalità"

    Ostia, Capocotta e Castel Porziano: il litorale romano cambia "per l'ambiente e la legalità"

    Il pm Palazzi dissequestra i 2 punti-ristoro sulle spiagge e ne concede l'uso fino al 30 ottobre: si allontana la demolizione. Prima della bella stagione infatti saranno aperti i 5-6 varchi nel X Municipio

    Ostia, il mare dei romani, cambierà look e diventerà "una piccola riviera romagnola" con spiagge libere e attrezzate. Almeno, nelle intenzioni, è questa la proposta dell'Amministrazione capitolina che vorrebbe più passaggi al mare garantiti, meno cemento e soprattutto con concessioni che non si rinnovano più automaticamente.

    IL PUA - Perché l'illegalità si combatte anche con una "pulizia urbanistica" delle spiagge, un litorale "più vivibile e qualitativamente migliore". La mission, portata avanti dal Pd romano che ha presentato una mozione per avere più varchi al mare di Ostia, è stata sottolineata anche dall'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo.

    Un cambiamento che modifica dalle fondamenta l'impianto del vecchioPiano di Utilizzazione degli Arenili (Pua) con il relativo Strumento urbanistico degli Arenili (Sua), in vigore dal 2010. Il vecchio documento, infatti, si basava sulla "cristallizzazione dell'esistente", cioè una sorta di sanatoria di ciò che è stato costruito negli anni ed elargiva "incentivi premiali per chi apriva varchi di accesso al mare" che, per inciso, sono obbligatori.

    I VARCHI SULLUNGOMURO - Prima della bella stagione dovrebbero esserci 5-6 varchi nuovi aprendo, così, una ulteriore breccia sul 'lungomuro'. Poi, in futuro, sarà stabilito quanti passaggi aprire: dovranno essere di 15 metri di larghezza e potranno essere organizzati come piazzette dove si potranno mettere dei tavolini e fare ristorazione. In pratica, i singoli concessionari potrebbero sfruttare "i passaggi" che insistono sulla propria superficie ma che servono anche per raggiungere gli arenili.

    IL NUOVO REGOLAMENTO - Per quanto riguarda gli stabilimenti, con il nuovo regolamento che dovrà a breve arrivare in Giunta e poi in Assemblea capitolina, prima dell'estate, si parte da principi totalmente diversi rispetto al precedente del 2010 che modificava quello del 2005. "Per stabilire la superficie edificabile - ha spiegato Caudo - ci si basa sull'indice più basso (0,05 mq su mq) il che vuol dire che su una superficie totale di 1mln 650mila mq quella edificabile è di 82.500 mq, più di quella attualmente costruita".

    Questo vuol dire che c'è chi ha costruito più di quanto avrebbe dovuto, chi meno e quindi "chi ha diritto ad allargarsi può farlo da quando entra in vigore il Regolamento, mentre chi deve 'restringersi' sarà obbligato a farlo quando scadrà la concessione", prima dell'eventuale rinnovo. Ovviamente a stabilire quanto ciascuno possa edificare sarà una tabella basata sul concetto di proporzionalità.

    IL 'NUOVO' LITORALE - "Il nostro intento - ha concluso Caudo - non è quello di punire ma di pulire e cioè di rendere il litorale migliore e, soprattutto, adeguare i manufatti al piano regolatore, cosa che il vecchio regolamento non faceva". Insomma la lotta all'illegalità passa anche per le spiagge pulite. Non solo Ostia però. Novità sono previste anche per Capocotta, l'oasi naturale che dipende dal Campidoglio, e Castel Porziano, quella donata dal presidente Saragat e presa in carico dal X Municipio. Quella che nell'insieme doveva essere una spiaggia libera dei romani, di circa due chilometri e mezzo con dei piccoli chioschi di legno, di sessanta metri quadrati piano piano ha subito una lenta ma radicale metamorfosi che ha trasformato spesso i chioschi in mega ristoranti. Senza considerare il fenomeno del 'lettino selvaggio'.

    IL DISSEQUESTRO DEI CHIOSCHI - Nelle scorse settimane il Municipio di Ostia, proprio per quanto riguarda Castel Porziano, ha annunciato, gli "atti necessari alla rimozione degli abusi e al ripristino delle regole" ma proprio da qui arrivano ultime notizie. I magistrati del Tribunale di Roma, per evitare disservizi sulla spiaggia, hanno infatti dissequestrato i fabbricati autorizzando la concessione d'uso fino al 30 ottobre prossimo. Il sostituto procuratore della Repubblica, Mario Palazzi, ha così concesso l'uso dei due punti-ristoro che nell'estate 2014 erano stati posti sotto sequestro.

    L'iniziativa della magistratura ridimensiona, almeno per ora, i piani del Pd romano che ha posto tra le priorità l'abbattimento dei chioschi di Castelporziano. I gestori si sono impegnati a demolire e ricostruire i punti-ristoro alla fine dell'ormai imminente stagione ma attendono una regolarizzazione sulla materia.

    L'AREA DI CAPOCOTTA - Diversa è la situazione di Capocotta, inserita nel perimetro della Riserva del Litorale, e sottoposta alle autorizzazioni della Commissione Nazionale della Riserva. "Non appena sarà approvato il Piano di Assetto della Riserva del Litorale, si potrà finalmente riorganizzare tutto il comparto di Capocotta rispetto agli accessi al mare, ai parcheggi e alla tipologia dei chioschi per rispettare le dune e la spiaggia", ha fatto sapere il presidente della Commissione Ambiente del Campidoglio, il consigliere dem Athos De Luca.

    BATTAGLIA DI AMBIENTE E LEGALITA' - "La battaglia per l'ambiente e la legalità che Roma ha intrapreso con i varchi a Ostia per il libero accesso alle spiagge, deve estendersi anche alle spiagge libere di Castel Poriano e Capocotta. Il Pd farà del diritto al godimento delle spiagge libere del litorale romano una battaglia di civiltà e legalità, che per troppi anni è stata dimenticata", conclude De Luca. Tutto questo in attesa delle elezioni che nel X Municipio si terranno solo a maggio 2016 e con il sindaco Ignazio Marino che oggi assumerà i poteri di presidente del municipio di Ostia

    Da RomaToday.it - 8 aprile 2015

EasyTagCloud v2.8