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E' uscito il numero 70 di

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33 items tagged "notizie dal mondo"

  • Acquarilli, ora l'Elba ha la sua spiaggia per naturisti

    Acquarilli, ora l'Elba ha la sua spiaggia per naturisti

    Giovedì 19 Novembre 2015

    Sarà la novità dell'estate 2016 a Capoliveri e sarà sicuramente novità apprezzata dal turismo nazionale ed internazionale che guarda con favore al mondo naturista.

      Acquarilli, ora l'Elba ha la sua spiaggia per naturisti  

    Storica delibera del Comune: l'arenile nella costa occidentale di Capoliveri viene dedicato a chi ama godersi il mare come mamma l'ha fatto.

    L'amministrazione comunale di Capoliveri ha deliberato nel corso della seduta di giunta del 17 novembre scorso di destinare la spiaggia di Acquarilli, sulla costa sud occidentale del comune capoliverese a spiaggia per naturisti.

    Una decisione maturata prendendo atto di quella che da decenni è una consuetudine su questa parte di litorale elbano: la spiaggia di Acquarilli, caratterizzata, come precisa la stessa delibera di giunta, dal verde della macchia mediterranea e da una costa alta e frastagliata che rende la spiaggia non facilmente raggiungibile è stata scelta da molti turisti nel tempo quale luogo ideale per praticare il naturismo.

    Nessuna regola scritta, però, ha mai autorizzato sino ad oggi questa pratica che se esercitata in modo inappropriato può portare anche alla comminazione di vere e proprio sanzioni da parte delle autorità preposte.

    Per venire, dunque, incontro alle esigenze dei moltissimi turisti italiani e stranieri che hanno scelto e scelgono le coste elbane anche per poter praticare il naturismo, ma al contempo tutelare le molteplici esigenze di carattere sociale, economico e di ordine pubblico, l'amministrazione comunale di Capoliveri con la delibera dì giunta n. 309 del 2015 ha individuato la spiaggia di Acquarilli quale spiaggia naturista.

    La spiaggia, raggiungibile dalla strada provinciale che conduce verso Lacona, sarà dotata di adeguata cartellonistica.

    Da iltirreno.gelocal.it Edizione Piombino/Elba – 19 Novembre 2015

     

    Scarica il documento "Isola d'Elba - Tratto di costa in cui è tollerato il nudo-naturismo"

     

  • Anche il veronese si apre al naturismo

    Anche il veronese si apre al naturismo

    La Regione Veneto ha approvato una nuova legge a favore del turismo naturista: ora, infatti, il bacino di visitatori provenienti dall’Europa si allargherà anche ad alcune aree del veronese. Alcune zone, infatti, che vanno dal Lago di Garda alla Valpolicella sono state prese in considerazione per delle ‘riserve’ accessibili solo a chi fa proprio questo modo di vacanza. Saranno gli stessi Comuni a proporre dei bandi che verranno poi affidati ad associazioni o privati. Soddisfatti i responsabili dell’associazione ‘Tre Venezie naturismo’ per il risultato ottenuto. Fino adesso, infatti, l’unica spiaggia dove si pratica naturismo in Veneto è quella del Mort, a Jesolo, concessa ai naturisti dal 2011. Il consigliere Andrea Bassi ha sostenuto il progetto di legge perché, oltre a tutelare la libertà dei praticanti, ha intravisto in esso possibilità di crescita economica a livello di turismo. Con Verona che diventerà la terza provincia d’Italia a offrire questo servizio, il fatturato aumenterà di sicuro.

    Da travelnostop.com - 25 Febbraio 2015

  • Approvata la legge che consente il naturismo in Piemonte

    Approvata la legge che consente il naturismo in Piemonte

    E’ stata approvata in aula questa mattina a larga maggioranza (32 sì, 1 no e 5 astenuti) la legge n. 16, che consentirà alla Regione Piemonte di promuovere “le condizioni necessarie per garantire la pratica del turismo naturista in armonia con la natura e nel rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente”. Con la nuova legge il Piemonte si affianca a nazioni come Francia, Croazia, Spagna e Grecia, che hanno leggi simili. I Comuni del Piemonte possono, infatti, destinare a tale pratica spiagge lacustri o fluviali, boschi e ambienti naturali di proprietà del demanio o di enti pubblici, vigilando sull’attività svolta. Chiunque intende gestire un’attività connessa al naturismo può presentare, una segnalazione certificata, in modalità telematica, allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del Comune sul cui territorio esistono strutture e aree appositamente destinate. Sono previste, inoltre, sanzioni pecuniarie da 250 a 6mila euro per chi non rispetta gli obblighi stabiliti. L’attuazione della legge non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale, grazie a una clausola di neutralità finanziaria. Eventuali risorse rientrano nei finanziamenti in materia di turismo. Marco Grimaldi (SEL), cofirmatario della legge assieme al Movimento 5 Stelle e PD, ha dichiarato: Non so se il turismo naturista sarà l’uovo di colombo del turismo piemontese ma sono sicuro che grazie a questo provvedimento molti enti locali proveranno a intercettare quei 20 milioni di cittadini europei che lo praticano regolarmente. Ancora più importante è la portata culturale della legge. L’idiozia conservatrice spesso si appella innanzitutto al senso del pudore, alla morale, o addirittura alla paura della contaminazione di germi e patologie. Per questo sono orgoglioso che dopo le sentenze n. 1765 e n. 3557 della Corte di Cassazione, che hanno di fatto reso legittimo il naturismo nei luoghi in cui è consuetudine, la nostra Regione copra una lacuna giuridica fondata soprattutto sul pregiudizio e sull’ignoranza.

    Da quotidianopiemontese.it – 15 Settembre 2015

  • Centro benessere "senza veli"? La protesta....

    Centro benessere "senza veli"? La protesta: "Il naturismo è per le famiglie, non c'entra col sesso"

    "Naturista" non vuol dire "libertino" e non ha nulla a che vedere con la trasgressione sessuale: dopo la notizia di una recente apertura di un centro benessere che si definisce "il primo Centro Benessere Naturista della Romagna", arriva la protesta dell'Associazione Naturista Italiana

    “Naturista” non vuol dire “libertino” e non ha nulla a che vedere con la trasgressione sessuale: dopo la notizia di una recente apertura nelle colline di  Longiano di un centro benessere che si definisce “il primo Centro Benessere Naturista della Romagna”, arriva la protesta di Marco Cattaneo, Presidente dell’Associazione Naturista Italiana. Il nuovo centro benessere “Liberty Natural Spa” aperto all’inizio di gennaio promette appunto di unire un centro benessere al naturismo, il tutto un “un luogo accogliente, elegante e caldo per un benessere senza limiti”, come recita la presentazione del sito internet. Che completa con lo slogan: “Dove non esserci è un vero peccato”. Insomma, molti i riferimenti alla sfera del sesso, in modo soft ed elegante.

    Al presidente dell’A.n.ita, tuttavia, non va giù l’utilizzo del termine “naturista”: “Il naturismo, pratica e filosofia di vita esistente da secoli, si fonda certamente sulla nudità in comune ma nel pieno rispetto di noi stessi, della natura e degli altri, e nulla ha a che fare col mondo della trasgressione e del sesso. Le realtà naturiste pullulano di famiglie, bambini, ragazzi, anziani, etc. La nostra associazione si sforza da quasi cinquant'anni di trasmettere i valori e la cultura naturista in un panorama – quello italiano – che, per motivi storici che qui sarebbe lungo analizzare, fatica ad accogliere e percepire in modo corretto”.

    Sempre nella presentazione online del centro benessere, accanto a gallerie fotografiche che indicano una club di un certo lusso, si specifica il taglio dell’accoglienza, improntata alla massima “libertà” e riservatezza: “Un luogo immerso nel verde con vista mare dove si privilegia uno stile di vita libertino, l'accoglienza fa sentire ogni ospite unico in un ambiente molto familiare”, con la presenza di stanze “per un relax lontano dalle insidie quotidiane”.

    Niente contro il locale in sé, precisa Cattaneo: “Pur rispettando, come è evidente, l'assoluta libertà dell'iniziativa privata di centri declinati in qualsivoglia maniera e aventi qualsivoglia finalità – nessun giudizio morale quindi – non possiamo tacere sulla mistificazione che ancora una volta viene fatta sul mondo naturista. Ciò è frutto di una disinformazione che va colmata”.

    Da CesenaToday - 13 Gennaio 2015

  • Il campo da golf naturista

    Il campo da golf naturista

    Il campo da golf naturista. Si chiama “La Jenny”, fa parte di un intero complesso turistico ed è stato inaugurato nel 1993, completamente rinnovato nel 2009. Siamo ad Aquitania, precisamente a Le Porge, nella Francia meridionale, direttamente sull’oceano.

    Questa zona è rinomata come oasi ambientale dove si vive in armonia e in totale rispetto dell’ambiente, e per dare ai propri ospiti l’occasione di provare l’esperienza di un riavvicinamento alla natura più vivo ed emozionante, tutti i luoghi del complesso residenziale, spiaggia sull’oceano compresa, sono riservati a chi desidera un soggiorno di relax e per stare in un particolare contatto con la natura, anche quella del proprio corpo, ovvero ai nudisti. Il campo da golf del complesso è composto da sei buche (4 buche da par 3 e 2 buche da par 4), con ostacoli d’acqua, zone alberate, bunker e tutto ciò che si trova in un campo qualunque, compreso un insegnante professionista disponibile a dare lezioni private o di gruppo.

    Tutto ciò però ha una particolarità: anche il campo da golf rientra nel complesso ed è nudista, di conseguenza i giocatori che desiderano intraprendere una partita possono farlo completamente svestiti, e quindi rilassarsi nel modo più completo possibile. Certo, forse la concentrazione può essere messa a dura prova, in qualche momento, ma per chi desidera un’esperienza golfista davvero fuori dagli schemi (anche fuori da quelli dell’etichetta, che prevede un abbigliamento consono al gioco, sul campo. Sì, prima di tutto, prevede l’utilizzo dell’abbigliamento) questo luogo è un ottimo candidato per effettuare la scelta e dimenticarsi di tutto, ma proprio tutto!

    Da dotgolf.it - 27 Novembre 2015

  • In arrivo aree per nudisti sul Garda e in Valpolicella

    In arrivo aree per nudisti sul Garda e in Valpolicella

     TURISMO. La Giunta regionale ha approvato la delibera che rende operativa la nuova legge. I vertici di un'associazione hanno già contattato alcuni sindaci con la richiesta di creare «riserve» tra il lago di Garda e la Valpolicella

     Di Francesca Lorandi

    Si fa sempre più concreta l'ipotesi della creazione di aree naturiste nel Veronese.
    Nei giorni scorsi la commissione turismo della Regione prima e la giunta subito dopo, hanno approvato una delibera che rende operativa la legge, licenziata lo scorso anno, per la promozione del turismo naturista nelle province venete. Il provvedimento definisce le modalità di rilascio delle concessioni e l'individuazione delle aree da parte dei Comuni. Come funzionerà? Privati, associazioni e organizzazioni una volta identificato uno spazio possono proporlo all'amministrazione affinché venga destinato al naturismo. O potrà essere lo stesso Comune a indire un bando per dare in gestione una spiaggia. A delle condizioni: che sia delimitata, ben segnalata e accessibile solo a chi lo pratica. A gestirla saranno gli stessi propositori, privati o associazioni, che ne devono garantire il funzionamento. «Ora che dalla Regione sono arrivati delle indicazioni chiare, non ci sono alibi e gli amministratori non potranno più nascondersi dietro a un dito», commenta il veronese Maurizio Manfredi, vicepresidente dell'associazione Tre Venezie naturismo che dopo quasi quattro anni di paziente lavoro ha raggiunto questo importante risultato.

    Era il giugno del 2011 infatti quando l'associazione – che nel Triveneto conta oltre trecento iscritti - ottenne dal comune di Jesolo l'utilizzo di una parte della spiaggia del Mort, battezzando così ufficialmente la prima spiaggia naturista della regione.
    Da allora furono numerose le richieste di spazi e strutture da parte di associazioni naturiste e agenzie turistiche di tutto il mondo. E delle loro istanze si era fatto portavoce il consigliere veronese Andrea Bassi, promotore del progetto di legge perché «pur non essendo naturista», spiega, «ritenevo valida questa causa per due motivi: primo per una tutela della libertà delle persone che intendono praticare questo tipo di turismo, secondo per una questione di ordine economico, considerato che questo settore turistico è in continua crescita e vede una forte percentuale di praticanti nel nord Europa». Anche su questo punto ha fatto leva nel tempo Manfredi con la sua associazione. «Verona è la terza provincia turistica d'Italia, offrire questa opportunità significa ampliare il bacino di turisti, soprattutto dal Nord Europa dove il naturismo è molto praticato», spiega Manfredi. In Europa questa pratica produce un fatturato stimato in 700 milioni di euro, con circa 600 strutture.
    Ora inizia la fase di sensibilizzazione con le amministrazioni: «Ci stiamo muovendo con sindaci e assessori al turismo soprattutto del lago e della Valpolicella», spiega Manfredi, «ma ho la sensazione che i primi risultati si otterranno nei comuni adagiati sulle colline veronesi. Sul Garda la chiusura nei confronti di questo tema è ancora notevole».
    Tuttavia diversi politici sembrano strizzare l'occhio all'associazione Anaa-Sfkk Veneto e alla filosofia che predica: «L'assessore al turismo Marino Finozzi si è fatto portavoce delle nostre istanze», sottolinea Manfredi, «mentre in occasione della festa di carnevale organizzata lo scorso week end abbiamo avuto come ospiti il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia e Luigi Lacquaniti, promotore della legge nazionale sul naturismo».

    Da L’Arena.it del 24 Febbraio 2015

  • La Danimarca dice no al nudismo, censurata mostra fotografica

    La Danimarca dice no al nudismo, censurata mostra fotografica

    La Danimarca, come tutto il nord Europa da sempre all’avanguardia per l’apertura mentale, ci ha per una volta dimostrato il contrario. Siamo stati sempre abituati a prendere come modello i paesi baltici per qualità della vita, educazione sociale della popolazione e non da ultimo per l’apertura mentale, ma i fatti occorsi lo scorso Dicembre ci mostrano un lato diverso e più conservatore del paese danese. Il fatto è straordinariamente fuori contesto, se si tiene conto che in Danimarca il permesso di nudismo è diffuso in quasi tutta la Nazione.

    Durante l’allestimento in piazza Nytorv a Copenaghen di una mostra fotografica della famosa fotografa Mathilde Grafström, l’artista si è vista bloccare l’esposizione dalla polizia danese.

    L’esposizione che aveva come tema la promozione dell’immagine della nudità femminile al fine di combattere l’autopercezione negativa del proprio corpo è stata bloccata per l’offensività delle sue immagini. L’artista si è dichiarata scioccata dall’accaduto e offesa per questa vicenda.

    Immediatamente si è aperto un dibattito su internet e sui social network, (con gli internauti che fin da subito si sono schierati dalla parte della famosa fotografa), sulla sottile linea che divide l’arte dall’oscenità. Cosa differenzia un nudo artistico dalla mera pornografia?

    L’esposizione dell’artista altro non era che un’esaltazione della bellezza femminile, mostrando sì scene di nudo, ma perfettamente connesse in uno scenario bucolico, completamente immerse nella natura, quasi a voler riportare l’Uomo in uno scenario primordiale nel quale la nudità non era un problema o un qualcosa da nascondere, ma una normalità.

    Sicuramente l’intento della Grafström era più che nobile: sensibilizzare il mondo femminile all’apprezzamento del proprio corpo, in un epoca in cui i canoni di bellezza imposti dall’industria della moda sono sempre più difficili da raggiungere per le persone comuni e malattie come la anoressia e la bulimia prendono sempre più piede soprattutto tra i giovanissimi; questa iniziativa era sicuramente un ottimo punto da cui partire.

    La Grafström si è poi lamentata di come, a differenza del suo lavoro, non sia stata considerata offensiva una pubblicità nudista di una famosa clinica di chirurgia estetica danese (la Nygart).

    La “gaffe” delle autorità danesi, rapportata al periodo storico nel quale ci troviamo, assume dimensioni ancora più grandi visto che la nudità maschile o femminile, come la libera espressione della sessualità e altri grandi tabù del passato stanno venendo sempre più considerati normali. Soprattutto da un paese come la Danimarca che è sempre stato all’avanguardia della civiltà ci si aspetta sicuramente di più.

    Carlo Alberto Ribaudo

    Da secolo-trentino.com - 1 Gennaio 2016

  • Lacquaniti: «Il naturismo non è esibizione sguaiata Ma ora serve una legge»

    Lacquaniti: «Il naturismo non è esibizione sguaiata. Ma ora serve una legge»

    È un deputato bresciano, l'onorevole lonatese Luigi Lacquaniti del Pd, il primo firmatario di una proposta di legge per regolamentare il naturismo (o «nudismo», come si diceva un tempo), presentata un anno fa alla Camera e ora assegnata alla Commissione affari sociali. L'iter parlamentare è lento, troppo lento, ed è un peccato: «Episodi riprovevoli come quello dell'altro giorno alla Rocca - spiega Lacquaniti - forse non accadrebbero se il naturismo fosse regolamentato anche in Italia, come avviene nel resto d'Europa, dove ci sono spazi appositi: spiagge, circoli, villaggi naturisti a cui si accede solo con una tessera e con l'impegno ad un comportamento adeguato». NON È SOLTANTO una questione di ordine pubblico, o di «senso del pudore», ma anche economico-turistica: «In Francia, in Croazia, in tanti altri Paesi europei, i naturisti portano moltissime presenze turistiche con un ricco indotto che invece, in mancanza di norme certe e di strutture, non sfiora nemmeno l'Italia. In Danimarca, per esempio: la metà dei danesi che viaggiano all'estero ha la tessera dei circoli naturisti. Ma non vengono in vacanza da noi, non possono: per questo vanno in Croazia». L'argomento in Italia sembra tabù. Con il risultato che il naturismo viene praticato «clandestinamente»: i naturisti sono confinati nelle zone d'ombra della promiscuità, in un far-west di esibizionisti, tra famigliole scandalizzate e carabinieri. Sostiene l'onorevole Lacquaniti: «Quello che in Italia non vogliamo capire, è proprio la differenza tra esibizionismo e naturismo. Quest'ultimo è una forma di espressione culturale, che coinvolge persone degnissime, educate e rispettose, accomunate dal desiderio di vivere il contatto con la natura in modo libero». Lo ha stabilito più di una sentenza della Cassazione: «Non può considerarsi indecente la nudità di un naturista - ha sancito la Suprema Corte - in una spiaggia riservata ai nudisti». Ma senza una legge non c'è una regola: da qui gli abusi, da qui i problemi. «È NECESSARIO superare con una legge - spiega ancora Luigi Lacquaniti - gli articoli del codice che sanzionano pesantemente la nudità, come se la specificità del naturismo non esistesse. Con la mia proposta di legge si intende disciplinare apposite aree da destinare a campi naturisti, per un utilizzo di tipo turistico e ricettivo. In mancanza, l'Italia continuerà a perdere turisti e continueranno a ripetersi, all'infinito, situazioni come quella dell'altro giorno alla Rocca di Manerba». V.R.

    Da bresciaoggi.it – 17 Giugno 2015

  • Lombardia, 50 anni di naturismo: "La legge ora c'è, ma dateci davvero le nostre spiagge"

    Lombardia, 50 anni di naturismo: "La legge ora c'è, ma dateci davvero le nostre spiagge"

    Sul Garda, a Castelnovate sul Ticino, a Porto d'Adda, vicino al Ponte della Becca nel Pavese. L'appello dell'Anita, la storica associazione nata negli anni Sessanta, ai Comuni per creare aree attrezzate: "Mettete da parte il pregiudizio, occasione straordinaria per il turismo"

    Ben segnalate e delimitate da cartelli, "perché non si vuole infastidire o turbare nessuno". Ma dove poter prendere il sole e fare il bagno, nel Ticino o nel lago di Como, completamente nudi. Senza la paura di essere cacciati in malo modo o multati. L'appello arriva da Anita, la storica associazione naturista italiana nata negli anni Sessanta che in vista della bella stagione - e in occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua nascita celebrato a Milano -  si rivolge ai Comuni lombardi: "La legge regionale ora c'è. Dateci spiagge autorizzate e mettete da parte i pregiudizi, come avviene nel resto d'Europa: così si aiuta anche il turismo straniero".

    Lo scorso autunno il Pirellone ha approvato una nuova legge sul turismo che contiene un'ottima notizia per tutti coloro che vorrebbero vivere la natura senza veli e ne fanno una filosofia di vita. Per la prima volta il naturismo in Lombardia viene cioè riconosciuto, "purché praticato in aree, spazi e infrastrutture appositamente destinati, delimitati e segnalati con cartelli o con altri efficaci mezzi di segnalazione". Peccato che di queste aree al momento non ce ne sia nemmeno una.

    In Italia i naturisti sono quasi un milione, di cui solo 5mila raggruppati all'interno di associazioni. "Chiariamo subito una cosa: la nudità non ha nulla a che vedere con il sesso o con gli scambisti, anzi - precisa Marco Cattaneo, presidente di Anita - l'aspetto esteriore smette di avere importanza, nessuno fa attenzione a come sei. E la perfezione fisica perde di significato". Si cerca una sensazione di libertà assoluta, di benessere. "Solo chi non ha mai provato a fare un bagno nudo non riesce a capire".

    Ogni estate i naturisti prenotano un treno o un volo per andare alla ricerca di oasi disposte ad accoglierli: in Austria sono 50. In Germania circa 200, come in Francia e Croazia. In Spagna si arriva a 230. In Italia le spiagge ufficiali che hanno avuto il via libera comunale si contano sulle dita di una mano: c'è per esempio quella di San Vincenzo in Toscana, oppure Marina di Camerota in Campania o Torino di Sangro in Abruzzo. E poi ci sono tutti quei fiumi, campeggi e aree verdi dove il naturismo è tollerato senza però alcun via libera scritto: si fa, ma non si dice. Diversi sono in Lombardia, come le spiagge sul fiume vicino al Ponte della Becca, in provincia di Pavia, e poi Porto d'Adda, Castelnovate sul Ticino e alcune località balneari del Garda.

    "Sarebbe bello che proprio questi posti, già abitualmente frequentati dai naturisti diventassero luoghi ufficiali per il naturismo, con tutti gli accorgimenti e le segnalazioni per non dare fastidio a nessuno", spiega Carlo Monguzzi, consigliere comunale a Palazzo Marino. Durante il convegno organizzato nel centralissimo Cam di Corso Garibaldi per l'anniversario di Anita - un viaggio lungo cinquant'anni raccontato attraverso foto storiche, ricordi di raduni in spiaggia, assemblee e denunce - c'era anche la sua testimonianza. 

    Nel 1974, mentre era in vacanza in Toscana, era stato svegliato da quattro carabinieri mentre dormiva senza vestiti né costume su una spiaggia deserta insieme a un gruppo di amici. "Avevo vent'anni, venivo dalla cultura dei figli dei fiori. Siamo stati denunciati per oltraggio al pubblico pudore e il pretore decise di andare davvero fra la gente del posto per capire se quel gesto avesse creato problemi".

    Gli abitanti del posto risposero di no, che il corpo nudo di quei ragazzi non aveva dato alcuno fastidio. E i ragazzi furono assolti. "Oggi quella spiaggia è normalmente frequentata da naturisti. E io quando posso continuo a prendere il sole nudo. Purché la cosa non disturbi gli altri".

    Da milano.repubblica.it - 6 marzo 2016

  • Naturismo in Abruzzo: spiaggia a Torino di Sangro per l'estate 2015

    Naturismo in Abruzzo: spiaggia a Torino di Sangro per l'estate 2015

    Il naturismo sta prendendo sempre più piede in Italia negli ultimi anni e sono in costante aumento le spiagge dove poterlo praticare. In questi giorni è giunta la notizia che il comune di Torino di Sangro ha autorizzato un tratto di spiaggia libera, per il secondo anno, dedicato ai naturisti.

    L’amministrazione comunale della località abruzzese ha sottolineato come l’aver permesso questa pratica ha portato ad un incremento delle attività turistiche e ricettive del posto. Di questa autorizzazione da parte della giunta di Torino di Sangro è soddisfatta l’ANAB, l’associazione naturista abruzzese, che ha promosso questo progetto, grazie anche all'apposita legge regionale dedicata alla valorizzazione del turismo naturista.

    La spiaggia in questione si estende per circa 200 metri, nei pressi del Trabucco Punta Le Morge, in contrada Lago Dragoni. Nonostante c'è chi sia contrario, sono in molti ad apprezzare ed addirittura sperano che ciò possa accadere anche in altre zone.

    Da viaggiok.net – 17 Aprile 2015

  • Naturismo in crisi, ma in Italia è in crescita

    Naturismo in crisi, ma in Italia è in crescita

    Sono 60 mln. Ma stanno diminuendo. Solo in Italia sono in crescita.

    Tra di loro si soprannominano ironicamente les culs nus, i culi nudi. Sono i residenti e i turisti del campeggio naturista la Sabliere a Saint Privat de Champclos, nel Sud della Francia.
    Inaugurato ormai 40 anni fa, è oggi una delle strutture storiche del naturismo francese ed europeo, fondato nel 1974 dalla carismatica Gaby, che ancora oggi gestisce la struttura.
    Quello che era all'inizio un piccolo terreno adiacente al fiume dove passare le vacanze con gli amici si è trasformato negli anni in un dominio di 70 ettari che accoglie durante l'alta stagione 3 mila persone al giorno.

    La Francia è la prima destinazione mondiale del naturismo, eppure anche qui i campeggi vivono situazioni economiche precarie che li costringono a chiudere.
     SEMPRE MENO GIOVANI LO PRATICANO. Se i praticanti storici non perdono un'occasione per ritornare sono pochi invece i giovani che si avvicinano a questa pratica, e con essi vengono meno anche le prospettive per il futuro.
    Il Naturismo esiste fin dall'800 ma ha una prima vera diffusione solo negli anni venti del secolo scorso, quando in Germania nasce la Freiköperkultur, la cultura del corpo libero: gli adepti a questa pratica sostenevano un idealistico culto del corpo e una ferrea disciplina sportiva.

     IL BOOM NEGLI ANNI 70. Nonostante questo non furono mai visti di buon occhio dal nazismo, all'epoca al potere in Germania.
    Le cose sono cambiate durante gli Anni 70, con le manifestazioni del 1968 e i movimenti libertari il naturismo diventò una pratica comune tra studenti e alternativi.
    Fu in questo periodo che questa pratica passò a una dimensione più flessibile, improntata al contatto con la natura, all'equilibrio tra corpo e anima, al benessere e al relax, alla tolleranza e all'accettazione dell'altro.
    In Croazia, all'epoca Jugoslavia, nacquero i famosi villaggi di Koversada nel 1961 e Valalta nel 1968.
    ANCORA MOLTI DETRATTORI. Oggi il naturismo è praticato da 20 milioni di persone in Europa e 40 milioni negli Stati Uniti. Sono 32 gli Stati che hanno una Federazione nazionale, compresi Paesi tradizionalmente conservatori come il Sud Africa, Taiwan e India. Ma le percentuali rispetto al turismo di massa restano assai minori.
    Chi è contrario si appella innanzi tutto al senso del pudore, alla malsana educazione per i più piccoli, alla contaminazione di germi e patologie, ma nella maggior parte dei casi, anche a causa della mancanza d'informazione sull'argomento, i profani non hanno la pallida idea di cosa significhi un'esperienza naturista.

    Un settore che in Francia fa girare 300 milioni di euro all'anno

    La Francia, con 3,5 milioni di praticanti regolari, è la prima destinazione naturista al mondo con 3,5 milioni di praticanti durante l'anno, parte di un totale di 8 milioni di campeggiatori tradizionali. Più di 2 milioni di stranieri vi si recano ogni anno per soggiornare in una delle sue 397 strutture dedicate al naturismo.
    Un business che muove oltre 300 milioni di euro e crea 3 mila posti di lavoro, ma che va visto in luce dei 2 miliardi di euro prodotti dall'insieme degli 8 mila camping presenti in terra d'Oltralpe e che garantiscono 36 mila assunzioni.
    Nonostante i numeri, gli appassionati naturisti sono spesso veterani, mentre sono pochi i giovani che sono attirati da questo stile di vita.
    Per molti, le giovani generazioni sono vittime per lo più della mancanza d'informazione.
    CREATI 3 MILA POSTI DI LAVORO. «Tolleriamo che gli adolescenti indossino parei o costumi da bagno di tanto in tanto», dichiara Chantal 57 anni, infermiera belga di Liegi, un'attivista naturista e residente storica della Sabliere, «sappiamo che a quell'età il rapporto con il proprio corpo è complicato e nasce un certo pudore, non vogliamo che si allontanino dal naturismo perché si sentono a disagio».

    Le strutture naturiste francesi registrano una cifra d'affari pari a 300 milioni d'euro annui e creano più di 3 mila posti di lavoro diretti e indiretti, ma per i campeggi più piccoli la concorrenza è dura e non sono rare le strutture che chiudono o che si convertono a forme più commerciali di turismo.
    Chi soffre maggiormente di questa tendenza negative è la Germania, Paese d'origine del naturismo: in terra tedesca le associazioni nazionali contano una diminuzione del 2% annuo degli iscritti, e i tesserati restano prevalentemente quelli della generazione del 1968, i giovani sotto ai 25 anni sono piuttosto rari.
    A portare avanti la bandiera del naturismo sono per lo più i centri più grandi e storici: come la famosa Île du Levant sul Mediterraneo francese, nei pressi di Tolone, nel golfo del Leone.
    EURONAT, IL PIÙ GRANDE CENTRO NUDISTA D'EUROPA. L'isola, per gran parte base militare dell'esercito francese con accesso vietato al pubblico, ha un solo centro abitato e un'unica piccola spiaggetta dorata riservata ai naturisti: è il più vecchio camping naturista d'Europa. Fondato nel 1931 dai medici Gaston e André Durville, ha avuto la sua epoca d'oro tra gòo Anni 50 e 70, per poi subire una flessione.
    Il più grande e vasto invece è sempre francese: Euronat. aperto nel 1975 sulla costa atlantica, accoglie durante tutto l'anno migliaia di visitatori e residenti, con 335 ettari di campeggio e una spiaggia di quasi due chilometri di lunghezza.
    Dall'altra parte del Mediterraneo è la costa croata a essere uno dei paradisi naturisti più frequentati, destinazione prediletta  di tedeschi e svedesi, popolazioni tradizionalmente propense al naturismo. Tra Poreč e Dubrovnik esistono numerosi centri attrezzati dove poter passare le vacanze con la famiglia o gli amici.
    POCHE STRUTTURE NEGLI STATI UNITI. Risalendo l'Europa del Nord, in Repubblica Ceca esistono più di 50 luoghi naturisti ufficialmente riconosciuti, in Danimarca invece tutte la spiagge sono aperte alla pratica del naturismo, tranne dove espressamente vietato.
    In Spagna esistono circa 200 spiagge naturiste. L'Englischer Garten è il polmone verde della città di Monaco di Baviera, si trova nella parte nord della città è ha una superficie di più di 4 chilometri quadrati: il nudismo è legale e normalmente praticato in questo parco.
    Nei più conservatori Stati Uniti esistono poche spiagge dove il nudismo è permesso, Mazo Beach è la sola spiaggia dove è legale fare il bagno nudi di tutto il Wisconsin, mentre Gunnison Beach è l'unica del New Jersey, a San Francisco, con vista sul Golden Gate c'è Baker Beach. Di tutto il continente africano solo in Sud Africa esistono alcuni resort o club naturisti, le spiagge libere dove il naturismo è praticato restano molto rare e la nudità pubblica punita in maniera severa in quasi tutta l'Africa.

    In Italia ancora pochi spazi, ma il movimento cresce

    Il villaggio naturista Le Betulle (Torino).

    Nei campeggi naturisti si fa tutto senza veli: si passeggia, si fa il bagno, si va al bar o si fa la spesa al supermercato. Sempre rigorosamente nudi. Tranne quando ci si siede in luoghi pubblici, in tal caso si stende un pareo o un asciugamano che protegga le parti intime dal contatto con le sedie del bar o le panchine del parco e preservi gli altri dai nostri bacilli.
    Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, in un campeggio naturista nessuno fa troppa attenzione alla nudità.
    MOLTI PREFERISCONO FARLO ALL'ESTERO. Chi pratica il naturismo non lo fa per vedere il sesso degli altri e quando si discute ci si guarda negli occhi. Lo scopo del naturismo è quello di abbandonare i vestiti e con essi le distinzioni sociali che ci portiamo appresso. In un campeggio naturista non si è il signor presidente o il signor addetto delle pulizie, ma semplicemente due persone nude e uguali, in contatto con la natura.
    Non è raro incontrare italiani che si spostano all'estero per poter rilassarsi senza veli.
    Nel nostro Paese, infatti, l'articolo 726 del codice penale punisce con sanzioni amministrative pecuniarie «chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza».
    ANCHE NEL NOSTRO PAESE ESISTONO CENTRI SPECIALIZZATI. Il nudo integrale, però, è di fatto reso legittimo dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione che lo consente nei luoghi in cui è consuetudine praticarlo, spesso in spiagge appartate frequentate da soli naturisti.
    Secondo la Federazione naturista italiana (Fenait), nel nostro Paese i nudisti sono circa 500 mila, un dato in crescita e in controtendenza ai Paesi nordici.
    Ma l'abitudine al naturismo resta per il momento lontana dalle maggiori spiagge nostrane, dove spesso è visto di cattivo occhio.
    Eppure anche in Italia esistono centri attrezzati e organizzati, alcuni collocati nei più bei luoghi naturali della penisola, dove poter usufruire serenamente di un'atmosfera naturista.
    Come il villaggio Le Betulle, immerso nel verde delle Alpi poco lontano da Torino, il camping naturista Cà le Scope situato all'interno del Parco Naturale di Monte Sole, il Naturist Club Parco del Gargano nell'omonima riserva naturale o l'agriturismo Terranera nel senese, immerso nel verde degli olivi secolari dell'azienda agricola biologica, solo per citarne alcuni tra i più conosciuti gestiti dalla Fenait.
    DECINE DI SPIAGGE 'OCCUPATE' DAI NUDISTI. Quando si esce dalle proprietà private però le cose si fanno difficili, esistono decine di spiagge storicamente frequentate dai naturisti, coma la Laguna del Mort a Venezia, la spiaggia di Marina di Alberese all'interno del Parco regionale della Maremma, sabbie Nere Santa Severa a Santa Marinella, in provincia di Roma e la spiaggia sul Fiume Ticino a pochi chilometri da Malpensa.
    La nudità non è ancora accettata dai “tessili”, al Lido di Dante sulla costiera romagnola l'anno scorso si è svolta una vera e propria crociata anti nudismo dell'amministrazione comunale contro i 3 mila turisti giornalieri che frequentano questo lido durante l'estate.
    I naturisti si difendono quando possono con i presidi delle associazioni, ma, oltre alle multe, sulle spiagge libere italiane esiste sempre il rischio pervertiti e guardoni.

    Un problema costante: l'invasione di pervertiti e voyeur

    Englischer Garten, il parco naturista di Monaco di Baviera.

    Ma come si diventa un naturista? Sembrano esistere tre diversi percorsi che avvicinano a questa pratica: la famiglia, per chi fin da bambino accompagna i genitori in vacanza e si ritrova in ambienti naturisti, il caso, per chi casualmente scopre questo universo o gli ideali, per chi cerca una società più egualitaria e meno discriminatrice di quella attuale.
    «Fin da bambino avevo l'abitudine di spogliarmi», racconta Albert, originario della regione parigina, da più di 20 anni residente alla Sabliere, «andavo dietro al bosco, mi spogliavo e passeggiavo nudo. Quando i miei genitori vennero a saperlo fui ripetutamente sgridato, appena raggiunsi la maggiore età mi informai sui luoghi dove il naturismo si poteva praticare in maniera legale».
    CAMPEGGI SEMPRE SORVEGLIATI. Antony, 24 anni, della vicina Nîmes, alla sua prima esperienza di naturismo, ammette: «Al mio arrivo mi sentivo a disagio, la mia attenzione era attirata da genitali e sederi esibiti con una disinvoltura alla quale non ero abituato. A volte ho dovuto reprimere le risatine ironiche, ma poi ho cominciato ad abituarmi. Adesso non mi preoccupo di passeggiare nudo o spogliarmi per andare al fiume o in piscina, essere nudo mi sembra una cosa naturale».
    Uno dei problemi classici di chi pratica il naturismo è quello di voyeur e pervertiti, i campeggi privati sono spesso sorvegliati e si pone molta attenzione alle entrate e alle uscite dei visitatori.
    Al campeggio della Sabliere, per esempio, residenti e turisti indossano un particolare braccialetto verde, per poter quindi riconoscere estranei che si intrufolano nella proprietà e che ne sono conseguentemente sforniti.
    ESISTONO ANCHE LUOGHI AD HOC PER LO SCAMBISMO. Ma la prima e vera maniera di proteggere i residenti è la Inf/Fni card: la Tessera naturista internazionale, rilasciata dall'International naturist federation e dalle associazioni nazionali assicura ai campeggi che chi entra conosce i principi e le pratiche del naturismo, mentre per i turisti è indispensabile per sapere che in un determinato campeggio quei principi sono rispettati e protetti. 
    Oltre alle perversioni e alla prima vergogna, il naturismo viene spesso confuso dai profani con lo scambismo.
    Esistono campeggi e luoghi di villeggiatura dove ogni eccesso sessuale pubblico è consentito, ne è un esempio il famoso Cap d'Agde nel Languedoc-Roussillon, fondato nel 1974, lo scambismo e il voyeurismo di gruppo è normalmente praticato sulla spiaggia o nei locali musicali notturni. Ma la filosofia del vero naturista è completamente opposta.
    Forse per questo molto spesso gli ospiti dei campeggi naturisti rifiutano di essere ripresi in video o foto, la paura è quella di essere riconosciuti in qualcosa di diverso dalla realtà. «Per vivere felici vivremo nascosti», conclude orgogliosa Chantal, ricordando che fuori dai campeggi le distinzioni e le discriminazioni sociali esistono.

    Da Lettera43.it - 09 Febbraio 2015

  • Nudi alla meta: ecco perché senza vestiti staremmo meglio

    Nudi alla meta: ecco perché senza vestiti staremmo meglio

    Uno dei padri della psicologia americana, Brian Manslow, nei suoi studi sull’autorealizzazione scrive: “Il nudismo è di per sé una sorta di terapia. I benefici per la salute includono la riduzione dello stress, la sazietà di curiosità per il corpo umano, la riduzione della porno dipendenza, un senso di integrazione di tutto il corpo e lo sviluppo di un atteggiamento sano per il sesso opposto”

     di Davide Turrini

    Nudo è bello, ma soprattutto fa vivere meglio e più a lungo. Per non parlare, poi, di quanto giovi dormire senza pigiama, lasciando “arieggiare” ogni parte del corpo. Lo rivelano alcune ricerche scientifiche pubblicate in un articolo del sito web Elitedaily, la rivista che si definisce “la voce della generazione Y”. Secondo uno studio recente dell’American Academy of Sleep Medicine, la temperatura corporea diminuisce naturalmente come una parte del ritmo circadiano con il sonno profondo, quindi indossare pigiami tende a disturbare questo calo naturale della temperatura e, di conseguenza, ad interrompere il ciclo del sonno del vostro corpo. Stessa sostanza, sempre senza veli, la rivela l’Università di Reading.

    In uno studio intitolato “Una scimmia nuda avrebbe meno parassiti”, si spiega come gli esseri umani si siano evoluti senza peli riducendo il carico di parassiti che possono trasportare malattie. Purtroppo, però, gli abiti che indossiamo possono essere un terreno fertile per i funghi e i batteri cattivi, causando infezioni micotiche, del tratto urinario, o la putrefazione delle unghie dei piedi. La malattia di Lyme, molto diffusa negli Usa (“la più rapida a diffondersi dopo l’Aids”), si trasmette attraverso le zecche e finisce spesso sulle maglie che indossiamo, come del resto i pidocchi di mare (“Sea lice”) possono appiccicarsi nell’inguine attraverso i costumi da bagno. E ancora: le cinture e le cravatte impediscono la respirazione, i pantaloni attillati alzano la temperatura dei testicoli, riducendo numero e fertilità degli spermatozoi. Per non parlare degli studi del professor Norman Doidge sull’Alzheimer dove è stato più volte rilevato come “camminare senza scarpe è riconosciuto come un’attività del cervello anti-Alzheimer, perché il contatto della pianta del piede col terreno fa crescere le connessioni neuronali rimaste inattive”.

    Insomma, ce n’è di che lamentarsi e allontanarsi dal vestirsi per abbracciare una sorta di nudismo adamitico. Tra l’altro uno dei padri della psicologia americana, Brian Manslow, nei suoi studi sull’autorealizzazione scrive: “Il nudismo è di per sé una sorta di terapia. I benefici per la salute includono la riduzione dello stress, la sazietà di curiosità per il corpo umano, la riduzione della porno dipendenza, un senso di integrazione di tutto il corpo e lo sviluppo di un atteggiamento sano per il sesso opposto”. Ancora un’altra ricerca presso la University of Northern Iowa ha registrato che i nudisti hanno un’auto-accettazione del proprio corpo significativamente più alta. “C’è qualcosa di sbagliato nel modo in cui gli americani hanno finito per accettare quasi ogni aspetto della condizione umana tranne quella più naturale. Abbiamo accettato armi, droga e violenza, ma rifiutiamo di accettare seni nudi e genitali in bella vista”, spiega Lauren Martin, l’autrice dell’articolo su Elitedaily. “Che cosa accadrebbe se accettassimo il nostro corpo allo stesso modo con cui abbiamo accettato tutto il resto?”, si chiede la donna. Qui interviene l’ultimo ostacolo socio-culturale rispetto all’accettazione anche solo della visione di un corpo nudo: il legame tra nudità e sesso. Secondo Matteo Westra, un professore di psicologia del Longview Community College nel Missouri, citato nel pezzo, “la nudità è un tabù in America, perché siamo stati costretti originariamente ad equiparare la nudità con la sessualità: e noi abbiamo parecchi tabù sulla sessualità”.

    Per questo la conclusione del ragionamento attorno ad un possibile ritorno alla nudità sia per questioni di salute che sociali va a sollevare e togliere del tutto i vestiti di dosso alle persone: “Rendendo la nudità un ordinario dato di fatto, l’esperienza comune non la assocerebbe con la sessualità. Immaginate se gli uomini fossero desensibilizzati al corpo femminile, se non sentissero il bisogno di strappare i vestiti di una donna per soddisfare le fantasie create nelle loro menti. Immaginate se gli uomini smettessero di usare tutto il loro tempo e le loro energie nel vedere donne nude e imparassero soltanto a vivere fianco a fianco con loro”.

    Da ilfattoquotidiano.it - 3 Agosto 2015

  • Nudismo in spiaggia, multati sei turisti

    Nudismo in spiaggia, multati sei turisti

    Cinque uomini e una donna, sorpresi sul litorale tra Porto Potenza e Porto Recanati

     di Laura Boccanera

    Multe ai nudisti a Porto Potenza. Niente tenuta adamitica sulle spiagge del litorale e 6 turisti da fuori provincia (tranne uno del maceratese) finiscono la giornata di mare con costume e 166 euro in meno. Questa la sanzione che i carabinieri della compagnia di Civitanova hanno elevato domenica mattina a sei persone in totale, 5 uomini e una donna, sorpresi sul litorale mentre ricercavano l’abbronzatura totale. Il blitz è scattato dopo che in caserma sono giunte diverse segnalazioni e lamentele in merito alla pratica nudista in una spiaggia libera tra Porto Recanati e Porto Potenza, a quanto pare inserita in un circuito naturista per chi ama mostrarsi come mamma l’ha fatto. Questa volta però sulla spiaggia c’erano anche i militari che hanno applicato l’ordinanza del sindaco che vieta il nudismo in spiaggia. I nudisti stavano in diversi gruppetti: fra loro una coppia, lei di 25 anni della provincia di Fermo, lui 27 anni del maceratese. C’erano poi altri due uomini della provincia di Ancona di 63 e 56 anni, un magrebino residente a Fermo di 37 anni e un quarantenne della provincia di Rovigo. Tutti e sei sono stati identificati e invitati a rivestirsi e pagare la sanzione.

    Da cronachemaceratesi.it - 7 Luglio 2015

  • Nudisti alla Foce del Fiume Belice. In aumento le presenze naturista. Ecco la replica del Direttore Fiorentino

    Nudisti alla Foce del Fiume Belice. In aumento le presenze naturista. Ecco la replica del Direttore Fiorentino

    Nudismo a Selinunte? Meglio non spargere la voce. Eppure in un incantevole posto tra Selinunte e Porto Palo, una spiaggetta, raggiungibile da Casello 11, continua ad impazzare.  

    Pare che tempo fa c’era anche un divieto piantato sulla spiaggia che vietava il nudismo, ma attualmente di questo divieto non c’è traccia. I grossi scogli di questo litorale diventano riparo da occhi indiscreti, ma il fenomeno del voyerismo sembra che vada di pari passo al piacere della natura e della libertà.  Della questione si è interessato anche il Giornale di Sicilia e proprio a seguito dell'articolo pubblicato dal quotidiano arriva la replica del Direttore della Riserva Roberto Fiorentino che così scrive:

    "Diverse segnalazioni alle competenti Autorità locali sono state di stimolo maggiore alla verifica di quanto i bagnanti hanno comunicato: la pratica del nudismo in luogo non esposto, in realtà, è stata accompagnata, talvolta, da atti non decenti.

    Secondo la definizione ufficiale della Federazione Naturista Internazionale, «il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, che si manifesta attraverso la nudità sociale, con lo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente».

    Nessuno vuole contestare il principio che la Federazione propugna. Ma bisogna ribadire che la Riserva Naturale del Belice non è un’area dove ai sensi dell’ordinamento giuridico italiano, lo stare nudi in spiaggia è liberamente consentito! Se non si è soli, in un luogo pubblico, è doveroso rispettare i limiti delle persone con cui si sta in spiaggia.

    Anche se si ritiene che saltellare in costume adamitico davanti agli altri, sia una manifestazione di libertà naturale, non è considerato nudismo quello che si pratica di fronte a persone che avvertono disagio.

    Peraltro la Riserva comprende oltre al demanio marittimo e forestale numerose abitazioni e fondi che appartengono a privati che certamente sono nella libertà di tollerare o meno la visione di atteggiamenti inaccettabili.

    Il codice penale italiano attualmente in vigore punisce «chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni» (art. 527) e «chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza» (art. 726).

    Sul comportamento di chi si mette semplicemente nudo su una spiaggia, varie pronunce giurisprudenziali hanno di recente respinto questa interpretazione delle norme citate, ritenendo che ormai, grazie all’evoluzione dei costumi dimostrata dalla società, la nudità non può più di per sé ritenersi contraria alla pubblica decenza e, men che meno, costituire un atto osceno.  

    Ma se quella parte della Riserva del Belice etichettata “a frequentazione nudista” diventasse in realtà un vero e proprio postribolo a cielo aperto, dove si danno appuntamento guardoni, esibizionisti, nonché appassionati di sesso facile, scambi di coppia e altre amenità, l’interpretazione della norma andrebbe solo in senso punitivo.

    Sarebbe auspicabile che gli utenti avessero il buon senso dell’autogestione: non sporcare, non tenere comportamenti incivili, non turbare le idee degli altri, per godere un po’ di tempo libero senza angustiare le vacanze proprie e quelle degli altri".

    Da castelvetranonews.it – 12 Agosto 2015

  • Nudisti, la Regione studia la legge

    Nudisti, la Regione studia la legge

    Partita in commissione la proposta di Sel e M5s: "Garantire la pratica del turismo naturista significa promuovere una forma di sviluppo della salute fisica e mentale"

     di MARIACHIARA GIACOSA

    Presto anche il Piemonte avrà una legge per il turismo naturista. Quello senza vestiti, per intendersi, così diffuso all'estero, soprattutto in Francia e Croazia, e ancora indietro in Italia, dove fino a pochi anni fa, starsene spaparanzato al sole, o su un prato, senza veli poteva costare una denuncia per atti osceni in luogo pubblico. Due sentenze della Corte Costituzionale hanno eliminato il reato, ma in Piemonte, finora, mancava la legge. Ieri è iniziata la discussione in commissione a Palazzo Lascaris della proposta presentata dal consigliere grillino Davide Bono e firmata da Marco Grimaldi. "Garantire la pratica del turismo naturista - sostengono - significa promuovere una forma di sviluppo della salute fisica e mentale, attraverso il contatto diretto con la natura". E anche favorire un tipo di turismo che ha "seguaci" in molti paesi europei. Nella regione ci sono già una decina luoghi frequentati dai nudisti, ad esempio i laghetti di Voltaggio, oppure la spiaggetta sul Po a Carignano, quelle sul Pellice a Vigone e sulla Sesia vicino a Landiona, nel novarese. Con la legge potranno nascerne altri, su luoghi pubblici e privati, a patto che siano "scarsamente visibili" ma segnalati con "cartelli o adeguati strumenti che ne assicurino un'adeguata identificazione". Aree e strutture dovranno poi rispettare l'ambiente, non inquinare e, se possibile, essere recitante con piante del posto.

    Da torino.repubblica.it - 16 luglio 2015

  • P.Potenza, altre denunce per nudismo Nei guai anche un ottantenne

    P.Potenza, altre denunce per nudismo Nei guai anche un ottantenne

    POTENZA PICENA - Nudisti in spiaggia, scattano sei denunce nei confronti di altrettanti uomini sopresi nel tratto di litorale senza niente addosso. Tra questi c'era pure un ottantenne. Ancora controlli da parte dei carabinieri nella spiaggia libera dietro l'ex Babaloo. Questa mattina sei uomini, di età compresa tra i 50 e gli 80 anni, sono stati denunciati per atti contrari alla pubblica decenza. Appena ad una cinquantina di metri da loro si trovavano famiglie con bambini al seguito. Da qui i controlli, svolti in collaborazione con la polizia municipale.

    Da corriereadriatico.it – 12 Luglio 2015

  • Pineto, Villa Fumosa candidata a spiaggia per nudisti

    Pineto, Villa Fumosa candidata a spiaggia per nudisti

    Mozione presentata dal consigliere d’opposizione Marta Illuminati. Il sindaco: nessuna preclusione ma bisogna discuterne con gli operatori turistici

    PINETO. Quella di Scerne di Pineto potrebbe diventare la prima spiaggia per nudisti della costa teramana, la seconda in Abruzzo. Nei giorni scorsi sul tavolo dell’amministrazione comunale è piombata una mozione del consigliere d’opposizione Marta Illuminati che verrà calendarizzata e discussa a breve in uno dei prossimi consigli comunali. In uno stralcio del documento la Illuminati in sostanza illustra che «la zona antistante Villa Fumosa (di fronte al Mercatone) è brecciosa e di libero accesso, e potrebbe diventare accessibile a famiglie, a coppie, e singoli che praticano il naturismo. Lo scopo è quello di restituire ai residenti e a chiunque percorra la pista ciclabile (che confina con la spiaggia) la libertà di fermarsi a godere di un’ ambiente naturale senza paure ed imbarazzi, scoraggiando soggetti molesti. Questo, permetterebbe di incrementare il turismo naturista molto ricercato in Nord Europa».

    Nella mozione c’è anche scritto che «la spiaggia per nudisti dovrà avere un comodo ingresso segnalato e con posteggio, indicazioni turistiche adeguate, due cartelli sulla spiaggia che indicano che si sta entrando in una zona dove si pratica il nudismo e vie di accesso con stradine in terra battute senza erbacce». La consigliera d’opposizone chiede dunque al sindaco di Pineto Robert Verrocchio e alla giunta «di accettare la nostra mozione e studiare un piano di recupero della zona in questione al fine di sfruttarne tutto il potenziale turistico». In Abruzzo la prima spiaggia per nudisti fu autorizzata l’anno scorso dal Comune di Torino di Sangro in provincia di Chieti che, in ottemperanza alla legge regionale 26 del 9 agosto 2013, ha riservato (per un tratto di 150 metri) una spiaggia ai naturisti.

    Verrocchio lascia intendere di essere favorevole alla proposta e in una nota afferma: «nessuna personale preclusione, anche se la questione dovrà essere valutata in primo luogo all’interno della consulta del turismo insieme a tutti gli operatori turistici della nostra città». Qualora la proposta venisse approvata, prima di trasformarsi in delibera dovranno passare alcuni mesi e quindi sarebbe effettiva dalla prossima stagione estiva.

    Intanto, residenti e balneatori si dividono sull’argomento. C’è chi dice: «prima di pensare alla spiaggia per nudisti, mettano le scogliere antierosione , altrimenti la spiaggia non ci sarà più né per nudisti né per turisti standard».

    Domenico Forcella

    Da ilcentro.gelocal.it - 17 luglio 2015

  • Ravenna - "Spiaggia, 800 metri sono pochi"

    "Spiaggia, 800 metri sono pochi"

    Il comitato: "Allargare i confini e fare chiarezza sulla pratica naturista"

    LIDO DI DANTE - Per la spiaggia a sud di Lido di Dante serve una soluzione condivisa al fine di dare risposte adeguate alla domanda turistica”. Lo ribadisce in una nota il locale Comitato cittadino, sottolineando come “la richiesta avanzata a Comune e Forestale di poter spostare più a sud l’attuale zonizzazione applicata su tale tratto di spiaggia sia dovuta solamente al fatto che oggi i circa 800 metri aperti alla libera fruizione sino al 15 Luglio non hanno più la profondità di qualche anno fa”.

    Con tale precisazione il Comitato si smarca, dunque, da qualsiasi ‘alleanza’ con i naturisti che da tempo chiedono più spazio sull’arenile e che a seguito della recente riunione con l’amministrazione comunale avevano enfatizzato la richiesta del Comitato. “A nostro avviso - precisa Marco Ferretti, presidente del Comitato cittadino - c’è bisogno di allargare i confini della spiaggia aperta alla libera fruizione per andare incontro alle esigenze turistiche della nostra località e questo, quindi, a prescindere dal tipo di frequentazione”. Poi un appunto sul tema del naturismo: “Vorremmo che fosse fatta maggior chiarezza da parte delle istituzioni sul tipo di frequentazione realmente consentita su quel lembo di spiaggia, nel rispetto della legalità e delle regolamentazioni vigenti”.

    Ma quello che più preme al Comitato “è la difesa del territorio dalla subsidenza. Perché - conclude Ferretti - se non si interverrà al più presto con idonee opere di difesa e se non si fermerà l’estrazione di gas dalla piattaforma Angela Angelina che dista circa un miglio dalla costa, una delle concause del fenomeno, nei prossimi anni poco rimarrà del nostro territorio sul quale disquisire”.

    Da romagnanoi.it – 17 Giugno 2015

  • Regione, via libera ai nudisti: sono 200mila in Lombardia

    Regione, via libera ai nudisti: sono 200mila in Lombardia

    La Regione vota sì agli emendamenti sul naturismo. Sono tanti i lombardi che lo praticano

    MILANO — Sarebbero 200mila i lombardi che praticano il nudismo. Per loro la Regione ha messo a punto emendamenti ad hoc che consentiranno di seguire la passione per il naturismo anche sul territorio lombardo.

    A presentare gli emendamenti in consiglio regionale sono stati i consiglieri Marco Tizzoni (Lista Maroni) e Claudio Pedrazzini (Forza Italia).

    Gli emendamenti sono stati approvati. Il naturismo verrà dunque disciplinato in Lombardia, con aree da individuare e delimitare appositamente, in particolare nell’area di Milano.

    “La pratica del naturismo in Italia non è regolamentata – dichiarano i consiglieri Tizzoni e Pedrazzini -. La maggior parte di coloro che intendono svolgere l’attività si recano all’estero, in quanto nel nostro Paese sono solo poco più di 40 le strutture dove si può praticarlo, mentre in Francia o in Germania sono più di 200″.

    “Regioni come Veneto e Abruzzo hanno già colmato questo vuoto legislativo e la Regione Lombardia non poteva rimanerne estranea. Siamo convinti che la pratica della cultura naturista debba essere disciplinata e regolamentata e la Lombardia con l’emendamento presentato dimostra la sua sensibilità verso uno stile di vita praticato da più di 200.000 lombardi”.

    Da bergamosera.com - 16 Settembre 2015

  • Rocca Manerba, denunciati otto nudisti

    Rocca Manerba, denunciati otto nudisti

    Nuovo blitz dei carabinieri contro i nudisti alla Rocca di Manerba, nel bresciano. Dopo quello di alcune settimane fa quando vennero denunciati alcuni praticanti di naturismo, tra l’altro ubriachi e che bestemmiavano, i militari sono tornati in azione. Lo hanno fatto in borghese andando sul posto frequentato da chi prende il sole come madre natura l’ha creato. Così sono stati beccato otto individui, tutti arrivati dal mantovano, mentre disturbavano altri bagnanti. Per loro è scattata la denuncia per atti osceni in luogo pubblico con una multa di 500 euro ciascuno comminata dalla Polizia locale.
    Per loro potrebbe arrivare anche il foglio di via con cui saranno costretti a non poter più presentarsi nella meta gardesana. Nel caso di poche settimane fa, tra i denunciati c’erano uomini e donne giunti da Brescia, Cremona e Monza. Le forze dell’ordine hanno annunciato che i controlli proseguiranno per tutta l’estate per impedire a chi pratica il naturismo di molestare altre persone. Proprio la Rocca di Manerba in passato si era candidata per ospitare un raduno lombardo di nudismo.

    Da quibrescia.it – 6 Luglio 2015

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